Il professionista di Monteroni (Le), venerdì scorso a Prato, ha ceduto prematuramente le armi al romagnolo Matteo Rossi, gettando alle ortiche la scalata al titolo italiano C’è grande amarezza per la prestazione – che definire incolore sarebbe un eufemismo – del boxeur di Monteroni (Le), Giuseppe Loffredo. Venerdì scorso, a Prato, prima del match-clou del programma della serata, in cui ha visto il neocampione italiano dei Superwelter, Francesco Di Fiore, vincere ai punti contro Lenny Bottai, strappandogli a quest’ultimo quindi la cintura tricolore, è salito sul ring l’atleta salentino della scuderia “Boxe Promotion 1999” di Cavallari, il quale ha affrontato – per la categoria Supermedi – il riminese, allievo di Biagini, Matteo Rossi.
Il programma del match – previsto sulla lunghezze delle sei riprese da tre minuti ciascuna – ha visto la sua prematura conclusione, praticamente all’inizio del quarto round, per abbandono da parte dello stesso Loffredo, il quale ha dilapidato, nel breve volgere di pochi minuti, i sogni gloriosi di continuare a dare la caccia al titolo italiano, in programma nel prossimo fine luglio.
Quello che è andato in scena in quel di Prato, ha lasciato basiti tutti gli addetti ai lavori, specie il maestro della “Be-boxe” di Copertino (Le), Francesco Stifani – coadiuvato da Carmine Iaia della “Boxe Iaia” di Brindisi – il quale non riesce ancora a capacitarsi, di cosa sia accaduto nella testa di Loffredo. Sì, perché, la debacle, è da attribuirla meramente ad un black-out psicologico.










L’Azione Cattolica di Lecce saluta la nomina di S.E. Mons. Domenico D’Ambrosio,Arcivescovo metropolita di Lecce L’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Lecce eleva al Signore il ringraziamento per tutti i doni che nella Sua grande misericordia ha sempre profuso sulla nostra Chiesa locale. Loda il Padre celeste per il nostro amatissimo Arcivescovo Mons. Cosmo Francesco Ruppi che, nel Suo fecondo episcopato ventennale, ha offerto infinite ricchezze d’insegnamento, di testimonianza e d’amore paterno.