aggiornato il 18 Nov 2018 alle 4:33 PM
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L’ARCHITETTURA ROMANICA – LOMBARDA

L’ARCHITETTURA ROMANICA – LOMBARDA

I pionieri del romanico in europa sono i maestri lombardi, eredi degli operosi Comacini. La Lombardia fu centro vivo dell’arte carolingia e ottoniana, e la vitalità dell’architettura lombarda nei secoli preromanici giustifica la serie fondamentale di edifici protoromanici. Ricordiamo il Battistero di Agliate con le sue volte a crociera nelle navate minori circondanti il vano centrale coperto a botte; la Basilica di San Vincenzo in Prato di Milano che mostra anch’essa importanti volte a crociera nella cripta e la decorazione di nicchie a fornice nella tribuna; il Battistero di Biella dall’interessante pianta quadripola e dalla decorazione parallela; la Basilica di Santa Maria di Lomello, il Duomo di Acqui e il Duomo di San Pietro monumenti tutti che iniziano la civiltà architettonica con indubitabili segni di una nuova ricerca stilistica totale, costruttiva e decorativa. Questa premessa illumina la mirabile fioritura dell’arte romanica in lombardia nel sec. XII in tre scuole: la milanese, la pavese, la comasca. La scuola milanese vanta la Basilica di Sant’Ambrogio che gli storici dell’ottocento definivano “Chiesa madre e regina dell’architettura romanica. Alla stessa epoca per le affinità stilistiche profonde si è attribuito il Presbiterio di Sant’Ambrogio voltato a botte e l’abside maggiore con i suoi profondi fornici che tradizionalmente erano ascritti al se. IX. Anche la quadratura Torre dei Monaci risale allo stesso secolo. Il corpo basilicale è invece creazione del successivo secolo XII, anzi è espressione del definito stile romanico. Sant’Ambrogio ha infatti una semplice pianta rettangolare triabsidata: esso è diviso a tre navate da massicci piloni cui si appoggiano colonne altissime e si alternano minori pilastri. I maggiori piloni reggono le ricadute delle quattro volte laterali. Le volte hanno la caratteristica forma a crociera rialzata, e nella loro vastità e spazialità emulano quasi la cupola bizantina; pesantissime, esercitano una pressione ed una spinta enormi, ma l’armatura degli archi e il robusto sostegno dei piloni serve a tenerle in equilibrio. Il fascino del monumento consiste nella severità delle sue masse, nella sua gravità, nel suo raccoglimento, in quel suo aspetto di forza contenuta. Si ritrovano questi caratteri dove alla quiete, diffusa luminosità paleocristiana e bizantina, subentra un vigoroso contrasto di ombre e luci. Alla fine del XII sec. Fu ricostruita la quarta campata e sorse in quel tempo su trombe, la cupola ottagonale che cela l’estradosso in una struttura poligonale. La facciata ha un maestoso profilo triangolare (a capanna) ed è formata da arcate che, nel loggiato superiore, digradano in modo da seguire la linea delle navate laterali, e nell’ordine inferiore sono trattate come nartice. Il quadriportico fu aggiunto nel sec. XII. Essa è fiancheggiata da due campanili che pure restano in parte isolati secondo l’uso lombardo. Il campanile dei Canonici mostra lo sviluppo del prototipo di San Satiro: è l’esemplare definitivo di campanile lombardo diviso in piani da archetti e ornato di lesene. Ne fu compiuta la costruzione prima dell’anno 1128. Il San Michele di Pavia ricostruito nel sec. XII sopra una preesistente basilica e dotato di un transetto possentemente voltato a botte, di una profonda cripta che eleva il presbiterio in alta tribuna, di ardite crociere su profilati pilastri. Anche la facciata in pietra arenaria dorata, adorna di una loggetta in marmo rosa di Verona nel fastigio dalle strombature cordonate, traforate in tutta la sua estensione da una serie originale di finestre. La chiesa benedettina di Sant’Abbondo ha una pianta rara nel romanico, a cinque navate coperte semplicemente a tetto. Le arcate sono portate da pilastri circolari sormontati da capitelli cubici. Nel presbiterio appare la volta a crociera, e il profondo catino absidale è nervosamente sagonato da costoloni. L’altissima elevazione delle navate permette all’interno una luminosità ancor misticamente paleocristiana. Questa verticalità caratterizza anche la facciata che, in luogo della monumentale e grave forma a capanna instaura il profilo a salienti. Due torri fiancheggiano l’abside. Ancora più significativa è la chiesa di San Fedele. L’importanza che essa assume è data dalla sua pianta. Le tre navate del corpo basilical sfociano in un grandioso presbiterio a forma di trifoglio. In essa è importante la sua decorazione quali la tipica galleria delle arcate di cui ancora l’esterno absidale di San Fedele.      

 

Ultimo aggiornamento Giovedì, 13 Settembre 2018 10:36
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