aggiornato il 23 Apr 2018 alle 4:52 PM
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L’ARTE DELL’ALTO MEDIOEVO. Il contributo dei barbari all’arte preromanica.

L’ARTE DELL’ALTO MEDIOEVO.Il contributo dei barbari all’arte preromanica.

 Il 476 d.c. anno della caduta dell’Impero Romano d’Occidente – quale data di inizio del Medioevo. Dalle manifestazioni dell’arte figurativa, in così scarsa misura sopravvissute nei secoli preromanici, dobbiamo

distinguere tre fasi stilistiche: la longobarda, la carolingia, la ottoniana. Veramente barbarica è la prima fase longobarda che occupa il sec. VII e influenza in parte l’VIII. Sua massima espressione figurativa in

Italia è l’oreficeria. Giungendo infatti in Europa dalle lontane sedi asiatiche, i barbari importarono preziosissimi cimeli di oreficeria ellenistica.

L’esempio più famoso è la Corona Ferrea, in origine monile da collo decorato con pittoreschi motivi persiani di rose in smalto azzurro e bruno (

attribuite al sec. IV ), e più tardi trasformato in corona votiva con l’inserzione di smalti bianchi e azzurri su fondo verde e di pesanti gemme di

gusto barbarico. Nettamente ellenistica è anche la famosa Legatura d’Evangelario, ritmicamente scompartita da motivi a sigma in campi adorni di

cammei. Oreficeria di sicura produzione barbarica sono invece le fibule zoomorfiche, cioè figuranti animali stilizzati, e tutte riempite di granuli

d’oro. E’ l’ornamentazione che da millenni si perpetua come stigmata di primordialità; essa  riempie ogni spazio e giustifica la definizione “

dell’horror vacui “ barbarico. Ma forse nessuna oreficeria dà l’idea della ricerca barbarica di luce e di colore quando il reliquario del Dente, trionfo di

quella tecnica a traforo o “ filigrana “ che fu la massima espressione dell’ellenismo nell’oreficeria. Se nella figurazione a rilievo l’arte barbarica

fallisce, nella decorazione essa crea un suo linguaggio esemplato specialmente dai marmi del successivo sec. VIII, di cui si vanta Cividale. Gli

elementi di questo linguaggio sono la riduzione di ogni forma a puro intreccio di linee, ad arabesco, e la sostituzione alla plastica, del vero e proprio

intaglio della superficie per una ricerca di fantasia e cromatismo che è in perfetta coerenza con l’ispirazione fondamentale dell’oreficeria e della

miniatura. L’altare del duca Ratchis e la transenna del patriarca Sigvaldo sono i documenti più famosi e più espressivi della plastica longobarda in Cividale. La miniatura barbarica si svolse prevalentemente in

Irlanda. Dall’Irlanda si diffondono nel preromanico i motivi irlandesi.

Ultimo aggiornamento Martedì, 23 Gennaio 2018 12:09