aggiornato il 22 Apr 2018 alle 3:02 PM
NEWS

L’ARTE PALEOCRISTIANA

L’ARTE PALEOCRISTIANA

In antichità gli uomini adoravano il dio Osiris, Antù ecc. Perciò tutti noi come loro adoriamo un Dio; all’arrivo dell’età di 7-8 anni, scopriamo con tanta

cura e

passione, che sopra ognuno di noi abbiamo un uomo supremo. Perciò noi constatiamo che tutto il mondo è stato creato da Dio o come vogliamo

chiamare.

In antico credevano in Marte, dio della guerra, in Venere dea della bellezza ecc. Come noi ora abbiamo rispetto su una persona cara, così i popoli

dell’antichità avevano rispetto, carità, cortesia e pietà. Trascorrendo alcuni mila anni, venne la nascita di Cristo. Moltissimi uomini compresero la sua

parola

e cominciarono a seguirlo. Gli imperatori udendo con le loro voci o di altri, cercarono di impedire a Dio di eliminarlo. Così dopo la nascita di Dio,

incominciarono le prime rivoluzioni della fede. Il primo imperatore romano Costantino ebbe una visione e così credette; e in quel periodo mise l’editto di

Milano nel 313. In questo periodo sorse l’arte Paleocristiana.

Il culto dei cristiani si svolgeva in luoghi occasionali e privati di culto. Il moltiplicarsi dei convertiti aveva suggerito infatti di risolvere il problema del

seppellimento dei cristiani mediante l’escavazione di gallerie sotterranee, lungo le quali si aprivano i loculi. Le gallerie sotterranee dei cimiteri si estendevano

dapprima allo stesso livello in ogni direzione; quando diventavano insufficienti, venivano scavati altri strati sotterranei. Lungo le gallerie si possono incontrare

di tanto in tanto piccole stanze , cubicoli o cripte, sedi di sepolture; talvolta i loculi avevano proporzioni maggiori o una segnalazione costituita da un arco

posto sopra la tomba ( tomba ad arcosolio ). Le più antiche catacombe sono quelle di San Callisto, di Priscilla, Domitilla, San Sebastiano, Pretestato e dei

Santi Pietro e Marcellino. L’inumazione sotterranea venne a cessare dopo che ai cristiani fu concessa  libertà di culto e l’immensa necropoli sotterranea

divenne allora meta di pellegrinaggi e talvolta sede delle nuove basiliche. Tra le diverse ipotesi che sono state avanzate è perché le basiliche cristiane nel loro

aspetto essenziale erano sede di adunanze civili. Si trattava in sostanza di farne un luogo di adunanza religiosa. Lo schema tipico della basilica protocristiana

è a pinta rettangolare, a tre o cinque navate, ripartite  da colonne o da pilastri che reggono archi o architravi. La navata centrale è quasi più ampia ed alta

delle laterali. La copertura esterna è a falde inclinate, il soffitto è coperto con travi. A circa tre quarti del corpo longitudinale si inseriva una navata trasversale

chiamata transetto; il transetto protendendosi all’esterno, determinava la planimetria cruciforme della chiesa detta appunto a croce latina. La nave centrale

terminava con un’ampia flessione muraria ( abside ) conclusa in alzato dal catino absidale simile a una semicupola. L’abside conteneva l’altare e intorno ad

esso, un ampio spazio, recinto da un alto parapetto spesso ornato da statue ( iconostasi ) era riservato al clero onde il nome di presbiterio, coloro che erano

investiti di autorità pastorale. All’esterno della basilica, un grande atrio porticato ( quadriportico ) che ricordava quello delle abitazioni romane, era destinato

ai catecumeni e il cantharus ; in assenza del quadriportico, vi era un semplice portico antistante alla chiesa ( nartece ) era riservato ai penitenti.

La basilica di San Pietro fondata da Costantino nel 324, ma compiuta 25 anni dopo, fu arricchita dalla pietà dei fedeli, si da essere simile ad un vascello di

gemme. Minacciata da un sfacelo irreparabile, fu demolita nel Rinascimento per ordine di Giulio II e ricostruita dal genio Michelangelo. Al tempo di Costantino

risale la basilica di San Giovanni in Laterano restaurata in età barocca, e anche la basilica di San Paolo fuori le Mura, ricostruita nel secolo scorso dopo essere

stata distrutta da un incendio e la chiesa di Santa Pudenziana appartiene allo stesso periodo. Al pontificato di Sisto III ( 432 – 440 ) risalirebbe l’importante

basilica di Santa Maria Maggiore. A partire dal secolo V la basilica di Santa Sabina, la maggior profondità delle navate e la diffusa luminosità esaltano l’agile

profilo delle colonne rudentate. Delle scarse basiliche paleocristiane fuori Roma ricordiamo San Salvatore. Della primitiva basilica risalente all’inizio del V sec.

Rimane il presbiterio che ha la forma di un vano quadrato ai cui angoli sorgono coppie di colonne unite da trabeazione, mentre altre colonne con sontuosi

capitelli corinzi, chiudono ai lati il presbiterio. Il mausoleo di Santa Costanza è un’imponente costruzione in esterno con colonne e un atrio antistante.

All’interno lo spazio viene sottolineato nella sua circolarità da due anelli concentrici di colonne che dividono una parte centrale molto luminosa e da un

deambulatorio periferico in ombra. Colonne binate e legate da un tratto di architrave reggono delle arcate che limitano l’ambulacro e funzionano da sostegno

al tamburo di base della cupola. Il deambulatorio coperto da una volta a botte rinfiancava la spinta della cupola. Lo schema del Mausoleo Di Santa Costanza si

ripete più volte con variazioni.

Ultimo aggiornamento Giovedì, 28 Dicembre 2017 12:41