aggiornato il 17 Dec 2017 alle 6:19 PM
NEWS

I TESORI d’ITALIA L’Arte

Il significato moderno della parola arte non è quello che esso aveva in antico e che in via secondaria continua ad avere anche oggi. Arte fu per gli

antichi l’opera dell’uomo in quanto si distingua dall’operare della natura; l’opera cioè illuminata è governata dall’intelligenza e dalla riflessione in

opposizione a quello che è l’operare inconsapevole della natura, e che nella stessa vita dell’uomo perdura in tutte le forme della sua attività

istintiva, e perciò puramente naturale. In tal significato il complesso delle arti fu l’equivalente di quel che oggi si dice la civiltà o la storia; nella

quale l’uomo viene manifestando la sua originalità e creando un mondo morale al di sopra di quello che egli trova nell’universo, e che si chiama

natura.

 

 

 

 

 

 

L’arte imitatrice di cui parlano ancora i più grandi filosofi greci, a proposito della poesia, è ancora quest’arte nel significato antico della parola; che

oggi si distingue dal nuovo contrapponendo all’arte la tecnica. L’arte non è scienza o filosofia. Con l’arte non si estende il dominio del nostro sapere,

né scientifico né filosofico. Perché sapere qualche cosa è sapere l’essenza: poter cioè che cosa sia: fare l’oggetto del sapere soggetto di un giudizio

in cui esso venga illuminato dal predicato con cui si mette in relazione. Ora l’arte non ci insegna a dire che cosa sia qualcosa; non pronunzia giudizi,

non costruisca teorie, non si propone d’istruire. Il regno dell’arte è il regno dell’immediatezza, in cui lo spirito si muove senza uscire ancora da sé e

rimanere con se stesso.

 

 

 

 

Perciò l’arte e stata paragonata al sogno, in cui lo spirito non vede e non giudica, e, chiuso nella sua soggettiva visione, non è in grado di criticarla e

superarla; e prende per salda realtà un’immagine puramente soggettiva di se medesimo. Per analoga ragione l’arte non è morale o altra pratica

attività, se alcuna se ne debba distinguere da quella morale. L’arte è un momento ideale dello spirito, non è una attualità storica. Il che non significa

che non abbia il suo posto nella realtà. Anzi, significa che non c’è realtà ( spirituale ) in cui non sia presente l’arte.

 

 

 

 

 

Soltanto un’opera d’arte, come comunemente si concepisce, storicamente individuata, e che sia tutto arte e nient’altro, è un assurdo. L’arte vive

morendo, ossia integrandosi con gli altri momenti della vita dello spirito; onde accade che non c’è poeta o artista che non sia una personalità, più o

meno, intera, pensatore insieme ed uomo d’azione. Ma la morte dell’arte non è morte empirica e di fatto; bensì morte ideale e quindi vita eterna.

Essa è presente ed incancellabile nella pienezza della vita dello spirito, in cui la potenza del soggetto, o del sentimento che dir si voglia, viene

espressa attraverso la mediazione del pensiero.  

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì, 29 Novembre 2017 17:59