aggiornato il 21 Sep 2017 alle 4:09 PM
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La mia Favola: Il Flautista di Hamelin

IL FLAUTISTA DI HAMELIN

Hamelin era una bella città del nord Europa.

Un giorno, il sindaco, la prima autorità del paese, tardò molto ad andare in ufficio. La sua casa era diventata il punto di riunione dei suoi vicini.

Tutti denunciavano la stessa cosa. I granai, le dispense, i luoghi dove venivano accumulati i cibi per l’inverno erano stati depredati. Sono stati i topi, Sindaco; ma erano

molti, molto voraci .Quel poco che è rimasto, porta i segni dei loro denti.

La penso anch’io cosi, hanno fatto una strage, non hanno risparmiato neanche le ossa dei prosciutti. Si sono mangiati il grano! Anche la

paglia delle stalle è sparita!

Dobbiamo fare qualcosa!

Dopo aver raccomandato la calma e promesso che avrebbe studiato il problema, per far si che i fatti non dovessero ripetersi, il Sindaco, che

pure eveva avuto dei danni alla propria dispensa, giunse nel suo ufficio e cominciò a pensare.

 Già molte volte i topi lo avevano visitato, ma si trattava di piccole incursioni, una salsiccia, una torta…Ma questa volta era

diverso. Si trattava di tutte le case e di tutte le provviste!

Il Sindaco se ne stava tutto assorto nei suoi pensieri, quando gli parve di sentire un fruscio di fronte a lui, a poca distanza ed alzò

la testa. Con grande sorpresa vide, dall’altra parte del tavolo, un grande topo e udì una vocina, che diceva:

Salve! Sono Roe Roe Ottavo, Re del territorio di Hamelin. Vengo a trattare con te la fine della guerra che abbiamo iniziato all’alba.

Re dei topi…Trattare…guerra? Non c’è dubbio, io sto delirando, devo avere la febbre.

Sei sano, Sindaco, e quello che vedi è una realtà.

Il Sindaco, troppo spaventato e terrorizzato per reagire, rispose:

Dimmi Roe Roe. Vi abbiamo già dato una dimostrazione di forza, e possiamo ripeterci quando vogliamo. Nessuno ci ha scoperti

mentre depredavamo le vostre dispense e i pochi che ci hanno sorpreso non sono riusciti a scacciarci neanche con le scope. Eravamo troppo numerosi. Eccoti le nostre

condizioni: una volta alla settimana, vicino all’entrata del bosco, porterete dieci sacchi di grano e tutto il pane duro che avanza nelle case. Badate che il pane non sia meno di cento chili. Concluse Roe Roe.E se non accettiamo? Chiese il Sindaco

 Peggio per voi. Le razzie si ripeteranno ogni volta che avremo fame…Decidete.

Il Sindaco prese con la mano destra una grossa riga, preparandosi a colpire il topo che esclamò:

Attento a quello che fai, maledetto! Il mio capo di Stato Maggiore è pronto a colpirti sul collo con uno dei suoi morsi!

L’uomo esitò un’istante e questo fu sufficiente perché i due topi riuscissero a fuggire rapidamente dalla casa.

La guerra era stata dichiarata…E perduta dagli abitanti di Hamelin che, a partire da allora, non ebbero mai un attimo di respiro, dovendosi continuamente difendere dalle incursioni dei roditori, ogni volta più intraprendenti e più audaci.

La situazione divenne tanto grave che il consiglio decise di concedere un premio di mille corone a chiunque fosse riuscito a sconfiggere il

flagello dei topi.

Vennero affissi dei manifesti in tutte le strade della città e una settimana più tardi…Un giovane flautista si trovò davanti all’avviso dove veniva

chiesta la testa del Re Roe Roe e del suo popolo.

“ Brutto affare! pensò. Per fortuna di Hamelin ci sono qua io! “

 Né intimorito né pensieroso si diresse verso la casa del Sindaco, massima autorità municipale.

Il Sindaco gli fece vedere un sacco pieno d’oro, dicendogli: Sarà tuo se ci liberi da questa piaga…Guarda la finestra. C’è sempre qualche topo che viene a prendermi in giro.

Sono mesi che subiamo perdite enormi. Il giovane flautista sorrise. Sapeva già come fare a risolvere il problema. Davvero quel sacco d’oro sarà mio? Una volta via i topi proteste pentirvene.

Non ce ne pentiremo.Credo alla vostra parola e spero di non dovermi pentire.Fatto il patto, il giovane tornò nella strada e subito cominciò a suonare il suo strumento.

Era una vecchia canzone irlandese, dai poteri magici.

Subito da tutte le fogne, da tutte le case, uscirono migliaia di topi e cominciarono a seguire il flautista, incantati dalla musica.

Il flautista percorse tutte le strade e le piazze e dovunque uscivano e si univano altri topi.

Tutta Hamelin era percorsa e coperta da quel mostruoso corteo. Erano no cosi tanti che la città straripava di topi! Poi, tra lo stupore e la

gioia del popolo, il flautista prese a dirigersi verso la periferia. Raggiunto il fiume che passava vicino alla città il flautista iniziò a guadarlo.

Dietro di lui,attratti da una forza misteriosa,tutti i topi, Roe Roe in testa, lo seguirono. Non si aspettavano che quella fosse la loro fine. Quando giunsero in mezzo al fiume, alcuni annegarono e gli altri

vennero presi dalla corrente e trasportati lontano. Lincubo per Hamelin era terminato.

 Il flautista tornò quindi in città per intascare la ricompensa, ma il Sindaco,

che rea molto avaro,prendendo una manciatina di monete gli disse: Eccoti la ricompensa. E’ molto, per il poco lavoro che hai fatto. Mai si pagò tanto per una

suonata di flauto. Il giovane protestò: Io ho fatto tutto questo in cambio di una borsa d’oro!

 Questo è tutto, prendere o lasciare. E’ un tuo problema; decidi in fretta perché ho tante cose da fare.

E’ la tua ultima parola? Chiese il giovane. Non ne ho altre.

Potete tenervi tutto, voi non siete un galantuomo.

 Il flautista usci e, appena fuori dalla porta, cominciò a suonare il suo flauto. Era una canzone della Normandia. Sin dalle prime note, alcuni bambini cominciarono a seguirlo tra la gioia delle madri e lo scherno del Sindaco che, guardandolo dalla finestra, gridò: Suona, suona flautista, è l’unica cosa che sai fare!

Quando il giovane flautista, vide che decine di bambini lo seguivano, come già aveva fatto con i topi, iniziò a girare tutte le vie del paese.

In poco tempo ogni bambino rimase incantato dalla musica e, come stregato, seguiva il flautista.

Alcune madri cercarono di trattenere i propri figli ma questi tiravano con tanta forza che dovettero lasciarli per evitare di

cadere. Qualcuno cercò di sottrarre il flauto al musicista ma inutilmente.

Una forza misteriosa impediva a tutti di avvicinarsi al giovane. Così, in pochi minuti, i bambini di Hamelin sparirono dal paese,

senza che nessuno potesse fare qualcosa per impedirlo perché una forza  misteriosa teneva titti imprigionati. Tutta la gente di Hamelin cadde nella disperazione. Piangevano tutti, i padri e le madri,

piangeva tutto il paese.Perché ha fatto questo?...Perchè?

 Il Sindaco, di fronte alla gravità dei fatti dovette confessare le sue colpe e quindi disse: Dobbiamo inviare un

messaggero al flautista, chiedergli perdono e pagare quanto gli dobbiamo.

Così decisero di inviare il messo per rimediare al fatto. Infatti i Sindaco non se la sentiva di affrontare il giovane che

lo aveva, giustamente, accusato di non essere un gentiluomo. Il flautista aveva ragione.

Il messo, che aveva due figli,anch’essi corsi dietro gli altri, si mise rapidamente alla ricerca del gruppo; piangendo e

pregando Dio con tutta l’anima che i bimbi non fosse successo niente.

Giunto in una radura del bosco, vide il flautista attorniato dai bambini felici ed allegri. Era incredibile come questi si

divertissero. Facevano cerchi, saltavano e ballavano intorno al flautista che non cessava mai di suonare. Il messo

capi che il giovane non avrebbe mai fatto del male ai bambini, anzi che li amava e si divertiva a giocare con loro.

Cosi si fece avanti e disse: Vengo a chidere perdono a nome del Consiglio e a pregarla di ritornare al paese. Le verrà dato quanto promesso.

Il flautista, che aveva ascoltato in silenzio disse:

Non ho fatto nulla di male ai bambini, li amo con tutto il mio cuore. Ero sicuro che il popolo avrebbe riconosciuto la sua ingatitudine…Ma meritavate una lezione che vi servirà in futuro. Nessuno deve

cedere all’impulso dell’avarizia e negare il dovuto dopo che sono stati risolti i problemi.

Poco più tardi il musicista riceveva le scuse ufficiali della cittadinanza, insieme alla borsa piena d’oro.

Mai più mancheremo alla parola data! Dissero. E così fu. I bambini tornarono dai genitori e tutti furono felici.

Tratto da Arnoldo Mondadori

La mia Favola: Cenerentola e gli Zuttoli

CENERENTOLA E GLI ZUTTOLI

  

Tanti anni fa, Cenerentola viveva nel castello, con il suo principe. Ma c’era chi invidiava la sua fortuna e le voleva male: Anastasia e Genoveffa, sue sorellastre, una più brutta e l’altra cattiva. Cenerentola è sposata e felice, si lamentava Anastasia. E noi, nessuno ci vuole! Persino il postino, quando ci porta la posta, lascia fuori dalla porta e scappa via! Già rispose Genoveffa. E se preparassimo una triste vendetta? Sicchè, qualche giorno dopo, arrivò al castello un cavaliere sconosciuto, con una lettera indirizzata a Cenerentola, con questo messaggio: “ Cara Cenerentola, vieni a trovarmi nel bosco, alla grande betulla. 

 

 

 

 

  

Sono malata, e non mi posso muovere. Ma vieni da sola, perché soltanto tu puoi conoscere il mio rifugio segreto! Ti

aspetto, la fata Smemoriana “. Cenerentola voleva molto bene a Smemoriana e credette a quella lettera. Si vestì di un

mantello bianco, e senza scorta di servi, se ne andò al bosco una mattina, e arrivò alla grande betulla. Ma non c’era

nessuno. Smemoriana! Smemoriana! Sono qui! Gridò Cenerentola girando su se stessa. Dove sei? Fatti sentire,

Smemoriana! Ma un sacco nero le cadde addosso.

 

 

 

 

   Quattro mani le strapparono il mantello e la legarono stretta. Poi, due di quelle mani sporcarono il mantello di sangue d’oca, e lasciarono sul terreno finte impronte di lupo. Coì, quando ti cercheranno, penseranno che ti ha mangiato la belva! risero due voci cattive. Cenerentola chiedeva pietà, ma non l’ascoltarono. Fu portata in una cella chiusa, in cima a un’alta torre sperduta sulla montagna. Non ti uccidiamo, dissero le sorellastre. Ti ucciderà la fame. E uscirono soddisfatte dalla cella, lasciando Cenerentola in lacrime. Rimasero però ai piedi della torre, girandole intorno e aspettado.

 

 

 

 

 

  

Il principe, intanto, non avendo visto tornare Cenerentola, uscì con cento uomini a cercarla: trovarono nel bosco il bianco del mantello, il rosso del sangue e le impronte del lupo. Il principe gridò, e si ammalò di disperazione: stava tutto il giorno a letto davanti alla finestra spalancata, e non voleva vedere altro che il cielo. Anche Cenerentola, chiusa lassù nella torre, era disperata. Si affacciava e implorava le sorellastre. Morirò qui e piangeva stesa sul pavimento. Ad un tratto, sentì un rumore leggero alla finestra. Era un uccellino nero, uno “ zuttolo “. Lo zuttolo fischiò, e guardava Cenerentola con il capino storto. Non morirò sola, disse Cenerentola. Ci sarai tu, piccolino, a farmi compagnia. Ma lo zuttolo non conosceva il linguaggio degli uomini, e così volò via.

 

  Al mattino lo zuttolo tornò, e fece il suo fischio. Cenerentola non aveva più voce e rispose con un fischio: cercò di farlo uguale a quello dell’uccellino. Lo zuttolo piegò la testolina, e fischiò ancora. Anche Cenerentola fischiò: però lo zuttolo non se ne andava via. Il terzo giorno Cenerentola, quando lo zuttolo la venne a trovare, mise ne fischio questo pensiero: “ Ho molta fame”. Lo zuttolo volò via, e subito dopo tornò con una grossa fragola ne becco. Cenerentola la mangiò in un battibaleno, poi fischiò questo pensiero: “Ancora”. Lo zuttolo volò via, e subito ne tornarono dieci, cento, e ognuno aveva una fragola ne becco. “Mirtilli,lamponi,tanti”, così Cenerentola non moriva di fame. Il quinto giorno, sotto la torre, le sorelle dissero: Non c’è più rumore lassù. Solo il fischio di quegli stupidi uccelli che vengono e vanno.

 

 

 

 

  Andiamocene, Cenerentola è morta, e finalmente la trista vendetta è compiuta. Il tempo passava, e Cenerentola faceva lacrime di fragola, mirtillo e lampone. “Ho, amici” fischiava. E se andate dal principe, chi capirà quel che volete, e da dove venite?” Gli zuffoli  fischiavano saltellando sul davanzale. “Sento che volete dirmi qualcosa, ma cosa?” fischiava Cenerentola. Cenerentola piangeva e piangeva, e si fece allora un gran silenzio. Si gettò sul pavimento e strinse occhi e pugni. Ad un tratto sentì in testa un piccolo dolore. Guardò, e vide che uno zuttolo aveva preso un suo capello ne becco e la tirava verso la finestra, battendo forte le ali. Cenerentola si alzò  e si avvicinò alla finestra. Lo zuttolo, sempre col capello ne becco,  uscì nel cielo e si fermò. Intorno a lui, centinaia, migliaia di zuttoli tendevano volando il capino verso la finestra, e le loro ali muovevano l’aria come se ci fosse vento. Cenerentola capì. Si raccolse nelle mani i lunghi capelli e li rovesciò dal davanzale, facendoli  cadere di fuori come una cascata. E allora ciascuno zuttolo prese un capello nel becco, e quando ogni capello fu nel becco di uno zuttolo, tutti insieme volarono in su, con una grande forza delicata. Appesa ai suoi capelli, Cenerentola uscì dalla finestra, e andò nel cielo. Il principe guardava il cielo dalla finestra spalancata. Nei suoi occhi c’era tutta la tristezza del mondo e da una settimana non mangiava. All’improvviso un vento gli mosse i capelli neri, ed egli vide Cenerentola scendere sul davanzale, rossa in faccia per la gioia. Così lui tornò lieto e sano, e tutti e due felici, e le sorellastre ebbero la giusta punizione.  

 Tratto da Arnoldo Mondadori Editore

L'Anguria è il nuovo superfrutto dalle proprietà anticancro.

 

C'è un nuovo superfrutto sulle tavole di agosto. E ce l’abbiamo sulle tavole tutte le stagioni estive, ma che dopo aver appreso il contenuto, cercheremo di procacciarcela anche nelle stagioni più fredde. Si tratta dell’anguria, da molti considerata il frutto dell'estate per eccellenza. Fresca, dissetante e soprattutto composta in massima parte di acqua, l'anguria è in effetti uno dei migliori frutti da consumare quando l'afa è insopportabile. L'anguria è formata dal 90% di acqua, il suo apporto calorico è bassissimo: grazie alle sue potenti proprietà antiossidanti è considerato un elisir di lunga vita, anche se a molte persone basta e avanza il suo sapore inconfondibile, dolce e succoso al contempo, capace di rinfrescare tutto il corpo in pochi morsi. Ma le proprietà benefiche dell'anguria non finiscono certo qui. Il cocomero, grazie al licopene, è antitumorale, nonché disintossicante e diuretico, e quindi ottimo per ripulire reni e fegato. Perfetta per le gambe gonfie, l'ipertensione e la ritenzione idrica, l'anguria, infine grazie alla citrullina, riesce a mantenere elastiche le arterie, prevenendo così le malattie cardiovascolari. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che si occupa anche di tutela della salute, l'anguria ci offre l’opportunità di un’importante soluzione naturale in grado di prevenire la proliferazione delle cellule cancerogene anche se un’alimentazione sana e una vita regolare sono le migliori condizioni per ridurle in maniera significativa.

CARCIOFI ALLA GIUDIA, ALLA ROMANA E FRITTI

Ingredienti : per 4

Tempo : circa un’ora e 30’

 12 carciofi romani ----- 2 uova ----- farina ----- aglio ----- prezzemolo ----- mentuccia

limone ----- olio extravergine di oliva e per friggere ----- sale ----- pepe

 Mondate i carciofi: tagliate i gambi a 3 cm dalla base, asportate le foglie esterne più dure, eliminate le punte. Immergeteli via via in una ciotola con acqua acidulata con spicchi di un limone.

 Mondate e tritate  g 50 di prezzemolo con 5 foglie di mentuccia e uno spicchio di aglio, poi condite con 2 cucchiai di olio, sale e pepe. Con uno scavino, private delle barba 4 carciofi e farci teli con il trito. Sistemate le foglie centrali in modo che trattengano il ripieno, poi accomodate i carciofi capovolti, uno vicino all’altro, in una pirofila dai bordi alti ( cm 15 ). Salateli e copriteli completamente con una parte di acqua e due di olio. Coperchiate e infornate a 160°C per circa un’ora ( carciofi alla romana ).

 Aprite a fiore 4 carciofi, prima con le mani poi premendoli sul piano di lavoro; quindi cuoceteli per 10’ in tanto olio di oliva quanto ne serve per coprirli a metà; infine girateli e proseguite la cottura per 10’ ( carciofi alla giudia ).

 In una terrina, battete le uova con 2 cucchiaini di olio, altrettanti di farina, sale e pepe. Tagliate ciascuno dei carciofi rimasti in 4 spicchi, immergeteli nella pastella e friggeteli nell’olio per 3’ ( carciofi fritti ).

 Distribuite in ogni piatto un carciofo alla romana, uno alla giudia, 4 spicchi di quelli fritti e servite subito.

BOCCONCINI DI ASTICE CON CECI E ARANCIA

BOCCONCINI DI ASTICE CON CECI E ARANCIA

 Lessate gli astici per 8 – 9’ in acqua bollente non salata con il sedano e le sue foglie, la carota e la cipolla a pezzetti. Scolateli e lasciateli raffreddare.

 Nel frattempo, mondate il finocchio conservandone le barbe e affettatelo sottilmente usando possibilmente, se l’avete l’affettatrice. Sbucciate le arance e pelate gli spicchi a vivo raccogliendo il succo in una terrina.

 Sgusciate gli astici e tagliatene la polpa a bocconcini. Emulsionate un cucchiaio abbondante di succo di arancia con 3 cucchiai di olio,sale e pepe a piacere. Unite al condimento, se ve ne sono anche le uova a grappolo ( coralli ) degli astici, battendo per amalgamarle.

 Sciacquate velocemente i ceci sotto l’acqua fredda, sgocciolateli bene, quindi metteteli in una ciotola con i finocchi e gli spicchi di arancia.

 Versate il condimento sul mix di ceci, arance e finocchi. Poco prima di portare in tavola, aggiungete i bocconcini di astice, distribuite la preparazione in 4 ciotole e decorate con le barbe dei finocchi tenute da parte.

 Ingredienti : per 4

Tempo : circa 40’

      2 astici da g 450 cad.

     Ceci  in scatola sgocciolati g 200

     2 arance – un finocchio

     Una carota – una cipolla bianca

     Un gambo di sedano

     Olio extravergine di oliva

      Sale – pepe bianco     

OROSCOPO del mese di Luglio 2017

ARIETE

Il punto più bello del vostro cielo, e resterà li insieme sino al 25 dicembre. La settimana tra il 7 e il 13, grazie alla luna, siete in grado di realizzare guadagni e successo.

 

 

 

 

TORO

La fortuna e l’amore si presentano sotto il segno della Vergine. Poiché amate frequentare mostre, cercate qualche acquisto che potrà diventare un ottimo investimento.

 

 

 

 

GEMELLI

Sedetevi attorno a un tavolo e confrontatevi serenamente. L’ultima settimana di questo mese sarà quiete anche per le collaborazioni. Dipende dalle scelte che sapete fare.

 

 

 

 

CANCRO

C’è ancora agitazione nel rapporto tra figli e genitori, me in questo caso, affrontate l’argomento il più presto possibile. Siate decisi sino in fondo.

 

 

 

 

 

LEONE

Forte è l’amore per colui che amate. La donna Leone, particolarmente bella e desiderabile, in certe notti ricorda la splendida Liz Taylor.

 

 

 

 

 

VERGINE

Importante per le vostre novità che il transito vi riserva nella vita personale e, prima ancora, in famiglia, settore che va incontro ai raggi severi di Saturno.

 

 

 

 

 

BILANCIA

Facciamo un breve viaggio distensivo in totale relax e chiediamoci  come intraprendere il settore lavoro. Il mese di dicembre è il mese della fortuna.

 

 

 

 

 

SCORPIONE

Per voi è positivo un viaggio imminente. Siate pronti per la partenza. In attesa fate controlli medici e una leggera attività sportiva e qualche cura di bellezza, capelli, pelle e mani.

 

 

 

 

SAGITTARIO

Un lavoro da conquistare, in particolare sul piano professionale. Ideali che avete un po’ tradito negli ultimi anni, accontentandovi di risultati immediati e sicuri.

 

 

 

 

 

CAPRICORNO

La fortuna è la vostra più preziosa alleata in questo periodo. La congiunzione con Giove è uno degli aspetti più belli in assoluto, e viene associato alla fortuna al gioco e in amore.

 

 

 

 

ACQUARIO

Comincia a cambiare in meglio ogni aspetto della vostra avventurosa vita. Siete all’inizio di un nuovo autunno. Non perdete un’importante occasione di lavoro.

 

 

 

 

 

PESCI

Importantissimo mese per il proseguimento del lavoro e delle collaborazioni, ma anche per il matrimonio. Tutto costa fatica anche in amore. 

In arrivo borse di studio riservate ai soci della Società Italiana di Medicina Personalizzata

 

È stato pubblicato il bando, riservato ai soci SIMeP, per l’assegnazione di 30 borse di studio, del valore di 600 €, per la partecipazione al prossimo Congresso ESPT che si svolgerà a Catania dal 4 al 7 ottobre 2017. 

Partecipare è semplice, basta compilare il modulo online nella sezione dedicata al Bando sul sito www.simep.it. Le domande – che dovranno pervenire entro le ore 24.00 del 15 luglio 2017 – saranno valutate da una Commissione Scientifica composta da 3 membri della Società Italiana di Medicina Personalizzata, SIMeP.

Le borse di studio comprendono la quota di registrazione al congresso ESPT 2017, 3 notti presso una struttura alberghiera convenzionata con l’organizzazione del congresso e 100 euro di contributo per le spese di viaggio che saranno versati, tramite bonifico bancario, dopo la conclusione dei lavori congressuali.

Proprio nei giorni scorsi, è stata inaugurata a Lecce la sezione Sud della Società Italiana di Medicina Personalizzata coordinata dal dott. Mauro Minelli con un congresso di tre giorni dal titolo “Attualità e Prospettive della Medicina Personalizzata tra Etica e Sostenibilità”  in cui hanno preso parte più di 40 relatori che hanno affrontato tutte le problematiche delle patologie, viste attraverso la lente d’ingrandimento della medicina personalizzata. 

«Sono contributi che SIMeP sta predisponendo per consentire a giovani laureati di partecipare in modo assolutamente gratuito al Congresso che si terrà a Catania in cui prenderanno parte illustri esperti provenienti da tutta l’Europa», dichiara Mauro Minelli, Coordinatore della Sezione Sud di SIMeP.

«È un modo – conclude Minelli – per consentire a giovani medici e biologi di conoscere questa branca della medicina personalizzata e avvicinarsi a un’importante realtà che abbraccia ambiti diversi, come ad esempio quello della Nutrizione».

 

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