aggiornato il 25 Sep 2018 alle 6:09 PM
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«Giornate del lavoro» della Cgil a Lecce.Oggi l’inaugurazione al Teatro Apollo con Susanna Camusso

 Domani pomeriggio dibattiti su infrastrutture e politiche industriali

 Un minuto di raccoglimento per le vittime di Genova. Si è aperta così, col ricordo del crollo del ponte Morandi, avvenuto un mese fa, la quinta edizione delle Giornate del Lavoro, organizzate dalla Cgil Nazionale a Lecce da oggi fino a domenica.

Dopo l’anteprima del docu-film «967 il tempo del noi», alla presenza del regista Mimmo Calopresti e della giornalista Natasha Lusenti, sul palco del Teatro Apollo è salito il segretario generale della Cgil di Genova, Ivano Bosco. A seguire un dibattito a più voci ha dato il via ufficialmente alla manifestazione. Sul palco del Teatro Apollo ha idealmente tagliato il nastro il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine di un dibattito a più voci con gli interventi dei segretari generali della Cgil di Lecce e di Puglia, Valentina Fragassi e Pino Gesmundo, dell’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo, del presidente della Provincia, Antonio Gabellone, e del sindaco Carlo Salvemini.

In quattro giorni, dal 13 al 16 settembre, sono in programma 60 eventi, tra cui 15 dibattiti e 5 lectio magistralis, 3 mostre, oltre 20 proiezioni tra film, documentari e cortometraggi, 7 concerti in piazza e 3 Aperilibro, presentazioni di libri organizzate con la collaborazione di Codice edizioni e della Treccani. Parteciperanno 63 relatori, tra cui 2 ministri (Di Maio e Savona), il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il capo della Polizia Franco Gabrielli, il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, il direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, Carlo Cottarelli, 9 professori universitari.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato di memoria e di democrazia: «L’Italia è un paese dalla memoria corta. Ci chiedono spesso dove eravamo quando in questi anni hanno smantellato lo stato sociale. Il docufilm di Calopresti lo documenta, dove eravamo: dalla parte dei lavoratori. Oggi bisogna rimettere in fila gli obiettivi da raggiungere: su tutti la Carta universale dei diritti. In Italia nulla migliorerà fino a quando tutte le persone che lavorano non torneranno ad avere gli stessi diritti. Se siamo tornati a Lecce è perché il paese ha bisogno di unità. Quando il divario aumenta, si aumenta anche la frammentarietà. Lecce è una città straordinaria, bellissima: proprio da cultura e bellezza occorre ripartire». Camusso ha anche posto l’accento su due mostre allestite all’interno del programma, inaugurate oggi: «Qualche anno fa nessuno avrebbe pensato che ci fosse bisogno di riflettere sulle leggi razziali affinché quell’orrore non si ripeta. Ora, secondo me, è necessario. La seconda mostra è quella su Di Vittorio, il nostro fondatore: non è una mostra autocelebrativa; ricordiamo Di vittorio, infatti come padre costituente. La Costituzione va applicata ogni giorno e bisogna fare attenzione agli strappi. In particolare sull’articolo 1, ma anche sull’articolo 11: l’Italia ripudia la guerra. E ci sono molti modi di fare la guerra: chiudendo le frontiere o non votando all’Europarlamento una mozione contro Orban».

Per Pino Gesmundo «è un segnale molto importante che la Cgil abbia deciso di organizzare ancora una volta le Giornate del Lavoro a Lecce e in Puglia. Il Sud è un territorio importante per lo sviluppo del paese». Il sindacalista ha ricordato la morte dei 16 braccianti in provincia di Foggia: «Persone venute in Italia con la speranza di costruire un futuro per i propri figli e che invece sono rimaste vittime del caporalato; non sono certo venuti a fare la pacchia, ma a farsi sfruttare a due euro l’ora. Democrazia è avere la capacità della politica e delle istituzioni di interpretare i fenomeni sociali e di governarli nel modo giusto. La nostra organizzazione ha da tempo denunciato il fatto che sui diritti si è superata la soglia. Oggi in Italia abbiamo bisogno di ascoltarci, di iniziative come quella che parte oggi a Lecce, in cui non ci sottraiamo al confronto nelle piazze, non dietro lo schermo di un computer».

Per Valentina Fragassi, «la democrazia è un valore che dovrebbe essere patrimonio comune e condiviso da tutti noi e che invece oggi ci troviamo nelle condizioni di dover mettere al sicuro. Specie da chi, forte di numeri e consenso, crede di strumentalizzare il concetto di democrazia, anche per porsi al di sopra della legge. Parlare di democrazia oggi è un atto di coraggio. Lo stato di salute della nostra democrazia non è buono, se il Presidente della Repubblica deve intervenire per ricordare a tutti noi che nessuno è al di sopra della legge. La politica piuttosto che alimentare stereotipi ed odio, dovrebbe costruire relazioni, non divisioni. In questi quattro giorni attraverso dibattiti e confronti costruiremo gli anticorpi per superare l’analfabetismo valoriale che sta caratterizzando l’Italia in questa fase storica».

La manifestazione si concluderà domenica 16 settembre con l’intervista di Marco Damilano (direttore de L’Espresso) al segretario generale della Cgil Susanna Camusso in piazza Sant’Oronzo (alle ore 18.30).

Per tutelare i beni architettonici che ospitano le varie iniziative, l’ingresso a tutti gli eventi sarà libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Sarà comunque attivo un maxischermo in piazza Sant’Oronzo per consentire di seguire i dibattiti anche a chi non troverà un posto a sedere nelle sedi degli incontri.

Ultimo aggiornamento Giovedì, 13 Settembre 2018 17:20