aggiornato il 15 Oct 2018 alle 3:45 PM
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PERRONE :“LA MAGGIORANZA NON VUOLE SALVARE LA LUPIAE, MA NON HA IL CORAGGIO DI DIRLO”

Paolo Perrone replica al consigliere Gabriele Molendini e torna a parlare della partecipata

“La nostra scelta politica sulla Lupiae è stata quella di salvare i lavoratori, una scelta

coraggiosa che ha comportato enormi assunzioni di responsabilità. È sin troppo evidente che

questa maggioranza ha idee diverse sul futuro della partecipata, ma deve avere il coraggio di

dirlo ai leccesi e soprattutto ai lavoratori stessi”. Così l’ex sindaco Paolo Perrone torna a parlare

della Lupiae replicando alle considerazioni del consigliere di Lecce Città Pubblica Gabriele

Molendini.

“Molendini - prosegue Perrone - forse non ricorda che la mia amministrazione ha

ereditato una società che perdeva tre milioni di euro all’anno e l’ha lasciata in pareggio. Così

come non ricorda che quando sono stato eletto sindaco la Lupiae aveva debiti fiscali per oltre

otto milioni di euro e al termine del mio secondo mandato, lo scorso anno, questo carico era

stato ridotto a tre milioni e duecento mila euro. Infine non ricorda che io ho preso una Lupiae

con 371 dipendenti e l’ho lasciata con 275, un alleggerimento di oneri di personale che non ha

comportato nemmeno un licenziamento, ma solo esodi dalla società su base volontaria.

Abbiamo fatto una scelta coraggiosa sulla Lupiae, lo abbiamo chiarito subito e adeguatamente

spiegato ai lavoratori e a tutti i leccesi, perché la priorità era salvare il futuro di quei lavoratori

e delle rispettive famiglie. È sin troppo chiaro oggi che la maggioranza di Carlo Salvemini su

questo futuro ha idee diametralmente opposte, nascondendo malamente una ormai storica

insofferenza di natura ideologica verso la società. E lo stesso Molendini si incarta con la retorica

dei vincoli di legge piuttosto che dire a chiare lettere che sono pronti a mettere la parola fine alla

storia della Lupiae.

Per carità - continua ancora - è legittimo compiere una scelta dall’enorme peso politico

come quella di non dare continuità alla Lupiae, ma bisogna avere il coraggio di dirlo, fare uno

sforzo di chiarezza e di trasparenza che è inderogabile. Invece di ripetere opportunisticamente

la cantilena che la vicenda della Lupiae oggi è condizionata dalla legge e non dalla volontà

politica. Non è la legge che impedisce di salvare la Lupiae, visto che il codice degli appalti spinge

solo a verificare se i servizi sono competitivi sul mercato e la legge Madia impone un piano di

ristrutturazione ove ci fossero perdite. È evidente come il sole che questa maggioranza non ha

nessuna voglia di farsi carico di una ristrutturazione visto che è la stessa che ha bloccato il piano

di lottizzazione (adottato dalla mia amministrazione alla fine del 2016) che avrebbe consentito

alla società di monetizzare con la vendita i terreni dismessi a suo favore dal Comune di Lecce.

La verità - conclude Paolo Perrone - è che questa vicenda purtroppo non aggiunge nulla

di nuovo a quanto sappiamo sulla maggioranza che governa la città, che difetta di trasparenza

e onestà intellettuale, che tende al pasticcio piuttosto che alle risposte efficaci ai bisogni della

comunità, che nello specifico ha una singolare intolleranza nei confronti di chi lavora nella Lupiae 

(proprio quelle persone a cui in campagna elettorale, sotto l’effetto di una terribile amnesia sui

famigerati vincoli di legge, è stato promesso l’aumento dell’orario di lavoro), che manca di

coraggio. E ricordando Fabrizio De Andrè, proprio come ha fatto Molendini, mi chiedo: Salvemini

che fa? “… si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.