aggiornato il 15 Oct 2018 alle 3:45 PM
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OBBLIGO VACCINALE PER OPERATORI SANITARI, IL MINISTERO INVIA DEDUZIONI A LG PUGLIESE.

 MARMO E FRANZOSO (FI): “SI ESPRIMA LA CONSULTA”

Nota dei consiglieri regionali di Forza Italia Nino Marmo e Francesca Franzoso, sulla legge da loro proposta e approvata dal Consiglio regionale lo scorso giugno.

“Comprendiamo che il governo a trazione grillina anteponga riti e credenze alla conoscenza e pratica scientifica, così come comprendiamo che ormai il dibattito sui vaccini abbia innescato un ritorno al medioevo con emeriti parlamentari senza arte né parte che pretendono di saperne di più degli scienziati. Sono gli stessi delle fantasmagoriche teorie sulle scie chimiche, che oggi si scagliano contro i vaccini obbligatori dall’alto delle loro non-conoscenze nel campo medico. Perciò, non rimaniamo sorpresi dalle deduzioni del Ministero alla Salute sulla legge regionale del 19 giugno scorso per introdurre l’obbligo vaccinale degli operatori sanitari. E’ una posizione di coerenza con la linea del governo, che sta offrendo uno spettacolo tragicomico anche sulla questione. Potremmo citare a supporto della nostra tesi –e l’abbiamo fatto nelle nostre controdeduzioni inviate al ministero stamane- le raccomandazioni contenute nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, oppure la “Carta di Pisa delle vaccinazioni negli operatori sanitari”, sottoscritta nel 2017. E ancora: la legge n.24 del 2017, che indica la sicurezza delle cure come elemento costitutivo del diritto alla salute. Infine, la sentenza della Corte Costituzionale n.307 del 1990, pronunciata in materia di vaccinazione antipoliomelitica per i bambini: “La legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art 32 Cost. se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri…”. Tanto basta per rispedire al mittente le considerazioni ministeriali sulla legge pugliese. A questo punto, è auspicabile che sia la Consulta ad esprimersi e a dirimere la questione, siamo fiduciosi”.