aggiornato il 17 Oct 2018 alle 11:03 AM
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Attività estrattive,Marmo (FI): “Assurdi aumenti fino a 16 volte delle tariffe alle imprese

 EMILIANO FACCIA DIETROFRONT”

“Ammettono la crisi in cui versa una vera eccellenza della Puglia, ma nello stesso tempo dalla Giunta regionale deliberano aumenti tariffari per le attività estrattive che arrivano persino a 16 volte le attuali. E’ quanto deciso dal governo Emiliano con delibera n. 569 del 5 aprile scorso, per dare evidentemente il colpo di grazia ad un settore che ha dato lustro e vigore alla nostra economia”. Lo rende noto il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo. “Aumenti –aggiunge- giustificati con un generico adeguamento alle normative di altre regioni, ma senza che ci sia alcun obbligo da parte della nostra! E così, nonostante le numerosissime cave abbandonate, che spesso raccontano di fallimenti aziendali e di chiusure dolorose, la Giunta regionale fa schizzare alle stelle i costi. Per fare qualche esempio, le tariffe per le estrazioni di ‘calcari da taglio’ aumentano di ben 16 volte rispetto alle precedenti; quelle per i ‘calcareniti da taglio’, invece, crescono di 8 volte, e così via. Peraltro, la bella sorpresa agli imprenditori è stata notificata in questi giorni, con avviso del Dipartimento competente, con un’altra stranezza: i nuovi oneri finanziari a carico dei titolari delle autorizzazioni valgono dal 2017 e non dall’anno corrente! Ad Emiliano, che mi accingo ad interrogare con apposito atto formale, vorrei ricordare che in Puglia esistono ben 382 cave attualmente attive e si dà lavoro ad oltre 1.500 dipendenti. Abbiamo già perso tantissimo in termini economici, -conclude Marmo- per colpa di una politica regionale che non conosce il termine ‘sviluppo’ e che penalizza così fortemente un segmento già provato. Serve un immediato dietrofront della Giunta”.