aggiornato il 21 Jun 2018 alle 5:57 PM
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Neo-B Lab, Filctem-Cgil Lecce: «Finalmente interviene Confindustria»

Giancane: «Non siamo insensibili ai problemi che affliggono le aziende del settore ma a pagare l’intero prezzo della crisi non possono essere solo i lavoratori»

 «Prendiamo atto con piacere che Confindustria, finalmente, dopo reiterati solleciti, abbia deciso di farsi garante degli impegni presi con il verbale del 25 maggio 2017», dice Franco Giancane, segretario generale della Filctem Cgil Lecce, in merito alla nota diffusa in mattinata da Confindustria Lecce sulla vicenda Neo-B Lab. «Risulta lapalissiano, a nostro dovere, come l’azienda sia venuta meno agli accordi sottoscritti e alla normativa in merito alla riassunzione degli ex dipendenti. Se passa il principio che si licenziano i lavoratori per poi riassumerli al primo livello (avevano il 3 livello all'atto del licenziamento), con la scusante dello “tsunami della crisi” si apre un percorso pericoloso e si danneggiano quelle aziende, che meriterebbero la stessa tutela da parte di  Confindustria, che con sacrificio stanno sul mercato rispettando normativa e contratti».

La Filctem-Cgil Lecce ha scritto nei giorni scorsi a Confindustria Lecce per chiedere il rispetto del verbale sottoscritto il 25 maggio 2017 tra Filctem-Cgil, Femca-Cisl e la stessa associazione degli industriali salentini in merito alla vertenza Neo-B Lab. L’azienda di Corigliano d’Otranto all’epoca considerò necessaria la riduzione del personale con il licenziamento collettivo di 33 lavoratori su 49, con l’impegno di riallocare (entro due anni) le unità necessarie qualora le condizioni di mercato fossero migliorate. Da allora evidentemente il mercato sta tornando lentamente a sorridere al cappellificio, al punto che sono state riassunte 7 unità. Il tutto, però, a condizioni contrattuali peggiorative: a parità di mansione, infatti, i nuovi contratti prevedono un inquadramento ad un livello inferiore (il primo) rispetto a quello maturato al momento del licenziamento (il terzo). Ciò si traduce in una perdita in busta paga di circa 400 euro lordi sullo stipendio.

«La Filctem non è insensibile alle problematiche che affliggono il settore, ma si oppone fermamente a chi tenta di scaricare tutti i costi della crisi sui lavoratori. Non ci sfugge, nella nota, il silenzio di Confindustria in merito alla denuncia sul clima ostile nei confronti delle nostre iscritte, ree di appartenere ad un'organizzazione sindacale che reclama nulla di più del rispetto del contratto e degli accordi sottoscritti. Un silenzio che ci induce a valutare se attivare l'articolo 28 dello statuto dei lavoratori».

Filctem-Cgil Lecce