aggiornato il 16 Jul 2018 alle 9:28 AM
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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE “Norme a tutele del patrimonio ittico nei mari della Regione Puglia”

Ernesto Abaterusso  Pino Romano  Mauro Vizzino

Relazione

Con sentenza numero 213 del 2006 la Corte costituzionale ha definitivamente statuito che la materia "pesca", per effetto della clausola di cui al quarto comma dell'articolo 117 della Costituzione, appartiene alla competenza legislativa regionale sia per quanto riguarda le acque interne sia per quanto riguarda le acque marine.

Già in precedenza (sentenza n. 23 del 1957) la Corte Costituzionale aveva chiarito che i limiti spaziali di efficacia di una legge regionale in materia di pesca poteva giungere fino all'estremo margine dello spazio marittimo che circonda il territorio regionale.

È quindi certo che rientri nei poteri (e nei doveri) della Regione Puglia adottare tutte le misure idonee a garantire una proficua attività di pesca.

Recenti studi (‘primo rapporto sugli effetti per l'ecosistema marino della Tecnica dell'airgun”, predisposto dall'Ispra nel dicembre 2016, atto ufficiale reperibile su Internet) hanno espressamente atto dell'esistenza di tutta una serie di effetti deleteri della tecnica dell’airgun sulla fauna marittima (cfr. in particolare le pag. 44 e ss), sicché tale attività è idonea a determinare effetti negativi sulla attività di pesca.

Al fine di impedire il verificarsi di tali danni alla fauna ittica e, di conseguenza, alla attività di pesca, si propone l’adozione del seguente disegno di legge che andrebbe dichiarato urgente ed avere efficacia immediata. 

La presente proposta di legge non comporta nuove spese o minori entrate per il bilancio regionale.

 Art. 1

COMMA 1

La Regione Puglia, nell'esercizio dei propri poteri in materia di regolamentazione dell'attività di pesca e acquacoltura, tutela il patrimonio ittico stanziale o migratorio nelle acque frontistanti il territorio regionale.

COMMA 2

Ai fini di cui al comma 1 è vietato nelle acque frontistanti il territorio regionale, l'esercizio di qualsiasi attività che comporti perturbazioni e/o disturbi comportamentali e fisiologici a danno della fauna ittica attraverso l’immissione  di segnali acustici impulsivi di frequenza superiore a 15 Hz”

COMMA 3

Con successivo regolamento regionale, da adottarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge saranno individuati limiti di frequenza, al di sotto dei quali le attività di cui al 1 comma dovranno sottostare ai fini della loro ammissibilità nel mare frontistante il territorio regionale’