Nei giovani privi di testicoli per tumori o traumi, negli anziani e negli infertili con malfunzionamento cellulare, evidenziato un calo della massa ossea, fino all'osteoporosi Il testicolo funge da “interruttore” per l'attivazione della vitamina D. L’équipe del Servizio per la Patologia della Riproduzione Umana dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, coordinata dal professor Carlo Foresta, ha scoperto un nuovo meccanismo che determina osteoporosi nel maschio. Ad oggi si sapeva che passaggi fondamentali per “attivare” la vitamina D sono quelli epatici e renali. Infatti, la vitamina D ottenuta dall'esposizione solare o attraverso la dieta è presente in una forma biologicamente non attiva e deve subire due reazioni di idrossilazione per essere trasformata nella forma biologicamente attiva. I ricercatori padovani hanno dimostrato che almeno il 40 per cento dell'attivazione della vitamina D nell'uomo avviene nel testicolo. Le cellule che possiedono gli enzimi che portano all’attivazione della vitamina D sono le medesime che producono testosterone. “Questo è un risultato molto importante – spiega il prof. Foresta - perché modifica sostanzialmente il concetto di fisiologia del rimodellamento dell'osso.
Infatti, non solo nei giovani privi di testicoli per tumori o traumi, ma anche nei soggetti anziani e nei soggetti infertili con che hanno un malfunzionamento di queste cellule del testicolo, le concentrazioni di vitamina D sono molto basse”. Lo studio ha evidenziato inoltre che, oltre alla riduzione della vitamina D, questi soggetti (finora ne sono stati studiati quasi 100) presentano frequentemente un calo della massa ossea fino all'osteoporosi. Questi risultati sono stati pubblicati sulle prestigiose riviste scientifiche The Lancet e The Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. Se ne parlerà diffusamente al convegno Patologie sistemiche nella disfunzione gonadica promosso dalla Fondazione Foresta per la Ricerca nella Riproduzione e nell'Endocrinologia, con la collaborazione delle Università di Padova e del Salento: l'appuntamento è per sabato 26 novembre a Lecce, Castello Carlo V (ore 8.40 – 18.00). I relatori provengono da diverse regioni d'Italia, previsti 500 partecipanti delle più prestigiose scuole endocrine-metaboliche d'Italia. DEFINIZIONE DELL'OSTEOPOROSIL’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una ridotta massa ossea che porta a fragilità scheletrica e aumento del rischio di fratture, soprattutto a livello delle vertebre e del femore. È essenzialmente dovuta a un’alterazione dell’equilibrio tra il normale riassorbimento di tessuto osseo e la costruzione di nuovo tessuto. Si sviluppa lentamente, ma progressivamente. L’osteoporosi è favorita dal sesso femminile e dall’età, dalla ridotta attività fisica e da una dieta povera di calcio. Prevale nelle donne in menopausa, per riduzione degli ormoni estrogeni (che hanno un effetto protettivo sull’osso). La valutazione della massa ossea e la diagnosi di osteoporosi si effettua mediante la densitometria. EPIDEMIOLOGIA DELL’OSTEOPOROSIL’osteoporosi colpisce sia uomini che donne, soprattutto dopo la menopausa. Una donna su tre ed un uomo su sette sono affetti da osteoporosi e l’incidenza aumenta con l’età. Nel mondo sono circa 200 milioni le donne affette da osteoporosi. In Italia circa 3.5 milioni di donne e 1 milione di uomini sono affetti da osteoporosi e circa il 20% delle donne sopra i 50 anni hanno una o più fratture vertebrali a causa dell’osteoporosi. Sempre in Italia, si verificano più di 55.000 fratture di femore all’anno nelle donne sopra i 50 anni. Tra gli anziani le fratture osteoporotiche rappresentano una delle maggiori cause di mortalità, con un’incidenza sostanzialmente sovrapponibile a quella per ictus e tumore della mammella e 4 volte superiore a quella per tumore dell’utero. Pertanto, l’osteoporosi e le fratture osteoporotiche hanno importanti implicazioni sociali ed economiche, oltre che sanitarie. CAUSA DELL’OSTEOPOROSIL’osteoporosi e la frattura osteoporotica hanno un patogenesi multifattoriale e diversi fattori contribuiscono alla regolazione della massa ossea: fattori ormonali, attività fisica, nutrizione e fattori genetici. Alcune volte l’osteoporosi è secondaria ad altre patologie o all’uso cronico di alcuni farmaci, ma molto spesso non si riesce a chiarire con precisione la causa. Nella donna si pensa che la causa dell’osteoporosi sia legata al venir meno degli ormoni ovarici, gli estrogeni, che vengono a mancare con la menopausa. Nell’uomo la patogenesi non è molto chiara, anche se può essere in relazione alla diminuita produzione del testosterone da parte del testicolo con l’età. In entrambi i sessi, sono importanti le concentrazioni di vitamina D che è fondamentale per il buon assorbimento di calcio nell’intestino. La vitamina D è fondamentale affinchè lo scheletro mantenga la sua struttura normale e compatta; una deficienza di vitamina D si associa infatti ad una riduzione della compattazione dell'osso, quindi all'insorgenza di osteoporosi.








