ONTANO
Nelle antiche culture, l'ontano veniva considerato l'albero della vita ultraterrena per la peculiarità del suo legno di assumere un colore rosso-arancione vivo, subito dopo il taglio. Albero di 20-25 m., ramificato dalla basde, cresce lungo i corsi d'acqua, nelle zone fangose, nei boschi umidi, dalla costa agli altopiani fino a 1200 m. Presenta: tronco dritto con corteccia grigio-bruna, rami fragili espansi, foglie alterne obovate e ampie, fiori giallastri o rossicci (se maschi) e rosso-bruni (se femminili). Le parti utilizzate sono: la corteccia di giovani rami e le foglie raccolte in primavera. I suoi costituenti sono: alnulina, emodina, zucchero ( glutanolo), tannino, resina.
USO TRADIZIONALE
All'ontano vengono attribuite proprietà antinfiammatorie, febbrifughe, astringenti e diuretiche. I decotti di giovani rami e gli infusi di foglie essiccate e ridotte in polvere venivano usati come antipiretici nelle febbri intermittenti. Per uso esterno viene utilizzato nella preparazione di colluttori per il trattamento sintomatico di stati irritativi del cavo oro-faringeo. Mediante impacchi cura i geloni. Nella medicina popolare un bagno caldo con foglie di ontano allevia i reumatismi.








