ERICA
Originaria dell'Europa centrale, cresce nelle brughiere aride dell'alta pianura padana. Nei ricettari rinascimentali veniva consigliata nella cura delle calcolosi urinarie. Attualmente è anche coltivata come pianta ornamentale. Cespuglio eretto (30-120 cm.), sempreverde, presenta: fusto legnoso alla base (suffrutice) e tortuoso, foglie opposte che si ricoprono vicendevolmente (embriciate) su quattro file, fiori piccoli e persistenti in grappoli di colore roseo-violetto, frutti formati da piccole capsule con semi.
Le parti utilizzate in fitoterapia sono: le sommità fiorite con foglie da usare fresche, appena raccolte (luglio-ottobre) per preparare la tintura madre ed essiccate in luogo ventilato per decotti e infusi. I suoi costituenti sono: tannino, arbutina, flavonoidi, acidi (fumarico e citrico), carotene, amido.
USO TRADIZIONALE
Il decotto di erica ha proprietà astringenti, diuretiche, stomachiche. Per uso esterno l'olio di erica (sommità fiorita e olio d'oliva riscaldati a bagnomaria) viene usato per detergere le sqame superficiali della pelle ( dermatiti squamose) e per pulire i punti dell'acne non aperti. Infine l'erica è molto ricca di nettare di cui si nutrono le api per produrre un pregiato miele bruno.
IN COSMESI
Il decotto di erica (pianta), filtrato e aggiunto all'acqua calda del bagno, aumenta il tono muscolare.








