POLIPODIO

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POLIPODIO

E' una felce nota sin dall'antichità. Veniva anche chiamata felce dolce per il suo gustoso sapore di liquirizia. E' una pianta spontanea che si riproduce attraverso le spore in quanto, come tutte le felci, non ha fiori nè semi. Cresce sui vecchi alberi dei boschi, sulle ceppaie, sui muri, in pianura e sui monti fino 2000 m. Viene anche coltivata a scopo ornamentale.

Erbacea perenne (10-50 cm.), ha una rizoma orizzontale strisciante, squamoso, peloso, di colore verde-bruno, di sapore gradevole. Le sue foglie basali sono tutte lungamente picciolate e articolate sul rizoma. La parte utilizzata è il rizoma (raccolto da luglio ad ottobre, pulito, essiccato al sole e decorticato). I suoi costituenti sono: lipidi, tannino, essenza, sali minerali, resina, mucillagine, un glucoside vegetale.

USO TRADIZIONALE

La polvere ricavata dal rizoma essiccato trova impiego nella preparazione di decotti espettoranti, emollienti, lassativi e colagoghi. Nel passato, con le foglie raccolte in aprile e maggio si confezionano aperitivi. I rizomi freschi, puliti e decorticati, venivano masticati per il gradevole sapore.

 

 


Eventi in primo piano

Mercoledi 8 settembre, alle ore 12, nella sala conferenze di Palazzo Adorno, verrà presentato “FIORIdiTESTA 2010”, Rassegna nazionale di coreografie d’autore, organizzata dalla compagnia salentina “Duende TeatroDanza”, ed inserita dalla Provincia di Lecce nel Festival “Salento D’Amare”. Primo appuntamento a Trepuzzi sabato 11 settembre.Ad illustrare i dettagli dell’evento interverranno la vice presidente ed assessore alla Cultura della Provincia di Lecce Simona Manca, la responsabile della compagnia  “Duende TeatroDanza” Enza Curto, il sindaco di Trepuzzi Cosimo Valzano e l’assessore alla Cultura del Comune di Trepuzzi Anna Blasi.La rassegna itinerante, giunta alla sua quarta edizione, nasce dal desiderio di portare nel Salento il confronto con quelle realtà nazionali che operando nella ricerca coreografica teatrale utilizzano la danza e tutti quei molteplici codici espressivi come linguaggio.