aggiornato il 25 Sep 2018 alle 6:09 PM
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Redazione

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Tessere stadio ai centri per minori della città.Stamattina la consegna

Questa mattina il sindaco Carlo Salvemini ha consegnato ai responsabili di Centri e Comunità per minori operanti sul territorio cittadino le tessere stadio destinate al Comune dalla convenzione in essere con l'U.S. Lecce per “fini educativi e sociali, destinate ai ragazzi e ad alle fasce deboli delle città”. Le tessere, che negli anni scorsi venivano messe a disposizione di amministratori e dirigenti, sono state consegnate alle seguenti realtà:

 Comunità educativa Villa Morello

Comunità educativa Sacro Cuore

Centro socio educativo diurno La Sorgente

Centro educativo diurno Ambarabà

Comunità alloggio Elpiuda

Comunità educativa Chiara Luce

Centro socio educativo diurno Volare Alto

Centro socio educativo diurno Anch'io

 Saranno loro a individuare i destinatari e i rispettivi accompagnatori che assisteranno dalle poltronissime ai prossimi turni casalinghi del Lecce fino a fine stagione. L'idea di destinare ai minori che vivono situazioni di disagio sociale ed educativo in città è frutto della collaborazione positiva tra il sindaco e i consiglieri comunali e per la buona riuscita dell'iniziativa è stato importante l'apporto del Settore Servizi Sociali del Comune di Lecce. 

 “Quello che ci prefiggiamo è far sentire a questi ragazzi e ragazze che vivono situazioni complicate l'emozione di una giornata allo stadio – ha detto il sindaco Carlo Salvemini – più di altri loro necessitano di una parentesi di svago e di serenità che una partita di calcio può garantire. Lo stadio comunale non è del sindaco e degli altri amministratori pro-tempore ma della città e pensiamo sia giusto dare opportunità di frequentarlo a chi fa più fatica ad averne. Ringrazio gli amministratori, i consiglieri comunali e i dipendenti comunali che hanno collaborato per la buona riuscita di questa iniziativa”.

 

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ART.1-MDP/LEU: Dal coordinamento regionale il SÌ all'ingresso in giunta regionale con COSIMO BORRACCINO

 Si è svolta questa mattina a Bari, presso l’Hotel Excelsior, la riunione del coordinamento regionale di Art.1-Mdp/Leu, presieduta dal coordinatore regionale Ernesto Abaterusso. Gravi problemi familiari hanno impedito al coordinatore nazione, Roberto Speranza, di prendere parte ai lavori.

Durante la riunione si è ampiamente discusso dell’attuale situazione politica nazionale e regionale e dell’ipotesi di ingresso in Giunta.

Si sono, inoltre, rimarcati i temi che secondo Art.1-Mdp/Leu devono essere riportati al centro dell’agenda politica da qui a fine legislatura: la rivisitazione del piano di riordino ospedaliero con l’assunzione, una volta usciti dal piano di rientro, di 3mila unità, tra personale medico e paramedico, per far funzionare meglio la sanità pugliese. Un intervento forte in materia di sviluppo economico con interventi per la riqualificazione e l’infrastrutturazione delle aree industriali; l’avvio dei progetti previsti nel Patto per la Puglia, condizione indispensabile per il rilancio delle imprese e garantire lavoro a tanti giovani; l’apertura di un tavolo nazionale per l’aumento dei benefici in favore delle aziende che ricadono nei territori Zes; valorizzazione della legge sui programmi d’area integrati, finanziamento urgente dei territori compresi nelle Aree Interne e l’indirizzo dei bandi finanziati dai fondi europei verso obiettivi strategici con il pieno coinvolgimento dei sindaci dei Comuni pugliesi. Un piano straordinario contro la Xylella che preveda forti interventi economici a sostegno della ricerca e per garantire il ristoro per i danni subito dal batterio della Xylella non solo alle aziende agricole, ma anche ai piccoli proprietari e contributi per favorire l’impianto di nuove aziende agricole. La modifica della legge elettorale pugliese con l’introduzione della doppia preferenza di genere. La stabilizzazione dei precari.

Il coordinamento regionale ha, inoltre, posto l’accento sulla necessità di lavorare per una maggiore condivisione nell’esecuzione del programma e per la ricostruzione dell’ambito del centrosinistra, anche allargato ove ve ne siano le condizioni, che rilanci la coalizione in vista delle elezioni del 2020.

Al verificarsi di queste condizioni, sulle quali il Presidente Emiliano ha dato massima disponibilità, Art.1-Mdp/Leu sarà disponibile ad assumere una responsabilità di Governo con l’indicazione del nome di Cosimo Borraccino con il quale si sta già lavorando per la costituzione del gruppo Liberi e Uguali in seno al Consiglio regionale.

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Indagine conoscitiva XYLELLA: PER LE SOCIETÀ SCIENTIFICHE va ridisegnato il futuro DEI TERRITORI COLPITI

 

Dall’audizione emerge che, nonostante possano essere attuati metodi di convivenza, alcune piante diventeranno un miraggio. Inoltre, viene ribadito come gli olivi in salute contrastano meglio l’avanzata del batterio che ha proliferato dove le buone pratiche agronomiche non sono state messe in atto

 

Giunge al quarto ciclo di audizioni l’indagine conoscitiva sull’emergenza legata alla diffusione della Xylella fastidiosa in Puglia condotta dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Oggi pomeriggio, martedì 25 settembre, hanno partecipato al dibattito parlamentare il prof. Domenico Bosco, docente di Entomologia agraria presso l’Università di Torino in rappresentanza della Società Entomologica italiana; il prof. Michele Perniola, docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee presso l’Università della Basilicata in rappresentanza della Società italiana di agronomia, la prof.ssa Maria Lodovica Gullino, presidente e docente di Patologia vegetale presso l’Università di Torino per  la SIPaV (Società italiana di patologia vegetale) e il Presidente della SOI (Società di ortoflorofrutticoltura italiana), Luigi Catalano.

 

“Dagli auditi è emersa chiaramente la necessità di procedere con metodi altamente ecocompatibili per sopprimere la popolazione del vettore del batterio, la cosiddetta sputacchina, come sfalci e lavorazioni del terreno – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S e relatore dell’indagine conoscitiva – La tecnica migliore è risultata la discatura che permette di macinare la vegetazione dove il vettore prolifera con un interramento adeguato che non danneggia, però, l’apparato radicale degli alberi di olivo. Le società scientifiche, inoltre, hanno ribadito come gli alberi in buona salute abbiano risposto meglio e abbiano contrastato nel tempo la malattia che, al contrario, si è diffusa rapidamente ed in maniera devastante laddove queste condizioni venivano meno. Diverse le concause secondo gli esperti – prosegue Giuseppe L’Abbate (M5S) – dagli impianti anziani alla non attuazione delle buone pratiche agronomiche. Ciò è stato dovuto essenzialmente all’insufficiente reddito per gli agricoltori e dalle scelte delle caratteristiche della PAC che, nel tempo, ha preferito il contributo a pioggia al sostegno per le produzioni di qualità, peggiorando la già precaria situazione di partenza. Aspetti che, fortunatamente, mutano già dal brindisino verso nord laddove all’olivicoltura si accompagnano le produzioni orticole che – conclude il deputato 5 Stelle – aumentano il livello di biodiversità e garantiscono una maggiore nutrizione dei terreni e degli alberi”.

 

Non sono mancati i ringraziamenti per la scelta del coinvolgimento delle società scientifiche, soprattutto da parte della prof.ssa Gullino (SIPaV) che ha ribadito come la “xylella sia un problema complesso ma, tutto sommato, affrontabile. Proprio come è accaduto in California dove è arrivato il cugino del nostro batterio si possono mettere in pratica metodi per una convivenza futura, sebbene la coltivazione delle olive nelle zone infette, così come quella della vite in quei territori USA, è verosimilmente un miraggio. Altri esempi virtuosi sono poi quelli della batteriosi del kiwi o della sharka per le drupacee”.

 

Gli auditi hanno ribadito, poi, la necessità per la biosicurezza di affrontare le problematiche in maniera olistica, superando i localismi. “Quel che serve ora – ha dichiarato Catalano (SOI) – è una visione a 360 gradi, in grado di ridisegnare questi territori per uno sviluppo che non venga intralciato ulteriormente dalla xylella, anche perché questo batterio coinvolge mandorlo e ciliegio che sono due colture che vedono la Puglia sempre al primo posto in Italia. Altrimenti si rischia la desertificazione”.

 

Il mancato sistema di quarantena della Comunità europea con i suoi 52 punti di ingresso, l’approccio che tutto può entrare in Ue se non espressamente vietato (al contrario degli Usa dove entra solo ciò che è ammesso) e l’assenza di un servizio fitosanitario all’altezza rientrano tra le cause dell’attuale situazione ed a cui è necessario porre rimedio per il futuro. Infine, è stato ribadito che gli espianti nella fascia di contenimento risultano fondamentali per ridurre le fonti di inoculo al pari dell’utilizzo di cultivar tolleranti perché, pur contenendo in quantità infinitamente inferiore il batterio, non sono i

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ENNESIMA RISSA NEI PRESSI DELLA STAZIONE: PRIMA DI TUTTO LA SICUREZZA DEI LECCESI

L’ennesimo episodio di violenza registrato ieri sera nei pressi dalla stazione ferroviaria di Lecce e che ha coinvolto circa venti cittadini extracomunitari, conferma quanto ancora poco sicura sia diventata la nostra città.

A pochi giorni di distanza da un’aItra zuffa tra gruppi di extracomunitari registrata in Viale dell’Università, nelle scorse ora tutta la cittadinanza è stata costretta ad assistere ad un nuovo episodio di criminalità, sempre più dilagante.

Quanto si ammira, ahinoi, ogni giorno – e non solo nel rione Rudiae-Ferrovia – è sintomo di una amministrazione che ha perso totalmente il controllo della sicurezza in città. Il governo cittadino, attento più alla tutela dei (presunti) richiedenti asilo, dovrebbe iniziare a mettere al primo posto la sicurezza dei suoi concittadini leccesi, quelli cioè che in quelle zone vivono, lavorano e pagano le tasse.

Restiamo sconcertati dalla facilità con cui oltre venti persone siano giunte ad una rissa, con tanto di coltello, che per poco non ha fatto scappare il morto: la sicurezza a Lecce sta diventando una chimera, e questo non possiamo più concederlo. 

  • Publicato in Cronaca
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