aggiornato il 9 Dec 2018 alle 7:30 PM
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8 MARZO: A Specchia la consegna della panchina della vita e intitolazione del centro Capsda a Noemi Durini

La consegna alla comunità di una panchina rossa, simbolo di un  impegno sociale e pubblico contro ogni forma di violenza sulle donne, e l’intitolazione del Centro polivalente di Cultura di Specchia a Noemi Durini. Sono le due iniziative organizzate in occasione della Giornata internazionale della donna dall’associazione Casa di Noemi, in collaborazione con il Comune di Specchia, con il patrocinio della Provincia di Lecce, dell’Ufficio della consigliera di Parità della Provincia di Lecce e della Regione Puglia. 

L’appuntamento è per domani, giovedì 8 marzo, a partire dalle ore 17, in piazza Sant’Oronzo, a Specchia. Il programma prevede la benedizione e il taglio del nastro della panchina della vita, una panchina colorata di rosso per dire no alla violenza sulle donne. Interverranno la consigliera di Parità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini, il sindaco di Specchia Rocco Pagliara, la presidente dell’associazione Casa di Noemi, madre della stessa Noemi, Immacolata Rizzo, il parroco di Specchia don Antonio De Giorgi. 

Seguirà un breve corteo fino a Piazza Caduti di Nassiriya, dopo si svolgerà la cerimonia di intitolazione della sede del Centro Capsda, sede del Forum dei Giovani di Specchia, a Noemi Durini, la quindicenne di Specchia brutalmente uccisa nel settembre scorso. Sono previsti gli interventi del dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo statale Salvatore Accogli, della consulente filosofica Graziella Lupo Pendinelli, dell’assistente sociale della Rete dei Cav Sanfra Anna Moschettini. Parteciperanno alla cerimonia, inoltre, il musicista Pino Ingrosso e l’Orchestra della Scuola secondaria di I grado di Specchia e degli alunni dell’Istituto comprensivo.  

La consigliera di Parità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini dichiara: “Ho deciso di celebrare una giornata così importante quale è l’8 marzo recandomi a Specchia, nel paese della piccola Noemi Durini, perché l’8 marzo non c’è nulla da festeggiare, l’8 marzo è un giorno speciale per non dimenticare. L’8 marzo si deve spogliare di quei fronzoli ‘commerciali’ che poco hanno a che vedere col vero significato della Festa della donna. Dobbiamo parlare. Parlare delle vittime di femminicidi che nel 2017 sono salite a 116, dobbiamo dirlo che ogni 2 giorni una donna muore per mano di un uomo. Ma soprattutto dobbiamo parlare proprio agli uomini che, negli incontri sulle tematiche legate alle pari opportunità organizzati di frequente, sono davvero pochi. E’ all’uomo che dobbiamo parlare, soprattutto a coloro che fanno fatica ad accettare quella grande conquista sociale che è l’autonomia e la libertà di una donna: libertà di realizzarsi come donna e come madre, libertà di affermarsi e di vivere lontana da egoismi e frustrazioni”.

“Uno dei dati più raccapriccianti, di quelli che più colpiscono, è che ultimamente i casi di femminicidio riguardano bambine, adolescenti. Dobbiamo chiederci perché, cosa non ha funzionato fino ad ora. Quel che manca, soprattutto, è la certezza della pena. Il mio appello va, pertanto, al nuovo Governo che deve mettere in programma, tra le priorità, la riforma della Giustizia, anche alla luce di quanto ormai disposto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite: il femminicidio rappresenta, senza se e senza ma, una grave violazione dei diritti umani. E allora, la pena deve essere certa, occorre contare su misure sanzionatorie efficaci, soltanto dopo pensare al percorso riabilitativo dei detenuti, percorso che deve sempre esserci, ma che deve essere preceduto da adeguate normative in tema di carcerazione. Personalmente sono favorevole anche alla carcerazione preventiva che possa scattare nel momento in cui viene segnalato un gesto di violenza. Ad oggi vi sono strumenti a mio avviso poco efficaci per proteggere chi è vittima di violenza o minacce, quali l’ammonimento”.