“Un buco da 115 milioni di euro non restituiti dagli enti di formazione rischia di svenare le casse regionali, trattandosi di risorse anticipate dalla Regione Puglia”. La preoccupazione per una gravissima situazione debitoria degli Enti di formazione, che incombe come una spada di Damocle sul futuro della Puglia, è espressa dal consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, che in merito ha presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta. Scrive Buccoliero:
“Premesso che:- Il consiglio regionale del 28 luglio u.s. ha vissuto un momento di particolare intensità non per gli argomenti più discussi sulle pagine dei giornali e sulle emittenti private relativi all’assestamento di bilancio, ma per un emendamento presentato dall’assessore alla formazione professionale;
- L’emendamento in argomento autorizzava gli enti affidatari di attività finanziate dal POR PUGLIA 2000-2006 o da risorse statali vincolate,che presentano esposizioni debitorie nei confronti della Regione Puglia per importi superiori a 500.000 euro, un piano di rientro delle suddette somme con un piano di rientro della durata non superiore a 60 mesi a patto che detto piano prevedesse l’integrale rientro delle somme erogate;
- Il predetto piano di rientro sarebbe stato autorizzato previa istruttoria e valutazione del dirigente del servizio della Formazione Professionale;
- A detta delle comunicazioni formulate in consiglio dell’assessore Sasso e dell’ex assessore Losappio, tale emendamento si rendeva necessario a seguito di monitoraggio effettuato da apposita società incaricata dall’Assessorato alla Formazione Professionale;
- Che nessun dato era pervenuto alla competente commissione consiliare (la sesta) per valutare la portata del problema;
- A detta delle dichiarazioni in aula sembrerebbe esistere un buco di 115 milioni di euro non restituiti dagli enti di formazione;
- È sembrata alquanto strana la collocazione dell’emendamento a fine consiglio tanto da farlo sembrare un tentativo di colpo di mano che non ha chiarito i tanti dubbi emersi;
- Se esiste un report della società incaricata di effettuare il monitoraggio dello stato d’impiego delle risorse in esame;
- Da quanto tempo il report giace nelle stanze dell’assessorato;
- Perché tale report non è stato portato a conoscenza della commissione competente;
- Se le somme vantate dalla regione siano ancora nella disponibilità degli enti di formazione;
- Quali siano gli enti interessati e quali siano gli ammontari delle somme vantate per ognuno di essi;
- A quando risalgano i trasferimenti delle risorse in esame;
- Se esistano possibili responsabilità nella gestione di tali fondi da parte della struttura regionale e quali provvedimenti si intendano adottare;
- Se non sia il caso di portare alla prima seduta utile della 6^ commissione la proposta del governo regionale per uscire da questo pasticcio, che rischia di svenare le casse regionali, trattandosi di risorse anticipate dalla Regione;
- Se non sia il caso di porre mano, una volta per tutte, alla completa ricostruzione della disciplina che regola la materia della formazione professionale.













