Relatori d'eccezione si sono confrontati nella giornata di ieri, 6 maggio, sul tema "Lavori Pubblici: arriva il cambiamento?" nell'ambito di un convegno che si svolto nelle sale del Castello di Carlo V a Lecce. Un programma denso e interessante che è partito con i saluti di Piero Montinari, presidente di Confindustria Lecce e con gli interventi di Antonio Gabellone, Presidente Provincia di Lecce, Federico Merola, Direttore Generale Ance, Massimo Calcagnini, Coordinatore Legislazione Opere Pubbliche Ance. Le relazioni sono state di Arturo Cancrini, Avvocato amministrativista del Foro di Roma, Bernadette Veca, Direttore Generale per la regolazione ed i contratti Ministero delle Infrastrutture. Per gli interventi programmati si è parlato di "Nuove regole in materia di ricorsi" con Pietro Quinto, Avvocato amministrativista del Foro di Lecce; "dell'anomalia delle offerte nell'aggiudicazione dell'appalto con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa" con Ernesto Sticchi Damiani, Docente Universitario, Avvocato amministrativista del Foro di Lecce. La successiva tavola rotonda prevedeva la partecipazione di Fabiano Amati, Assessore Opere Pubbliche Regione Puglia, Nicola Delle Donne, Presidente Ance Lecce, Paolo Perrone, Sindaco Città di Lecce, Paolo Stefanelli, Past President Consiglio Nazionale Ingegneri. Conclusioni affidate a Salvatore Matarrese, Vice Presidente Ance.
"Peculiarità della normativa in materia di realizzazione delle opere pubbliche è che essa è copiosa, confusa, contraddittoria, al limite della comprensibilità". Ad affermarlo alla vigilia dell'incontro era stato il presidente di Ance Lecce, Nicola Delle Donne, a proposito del convegno "Lavori pubblici: arriva il cambiamento?". "Nel luglio 2008 -continua il presidente Delle Donne - Lecce vide, prima in Italia, una manifestazione unitaria delle associazioni datoriali e sindacali del settore delle costruzioni, all'insegna dello slogan "Lavori pubblici: no grazie!". Slogan, ancora, di stringente attualità. Eppure in questo periodo di devastante crisi, il ruolo strategico della realizzazione di opere pubbliche viene sottoscritto da tutti, e per il ruolo anticiclico e per il rilancio della competitività dell'Italia". "Purtroppo - conclude Delle Donne - invece, rimane la certezza che lo Stato e gli enti appaltanti continuino a considerare le imprese edili che eseguono opere pubbliche, sudditi, obbligati a dei doveri e con diritti negati!".









