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Economia
ELEZIONE ILLEGITTIMA, LE CAMERE DI COMMERCIO DI LECCE E BRINDISI PRONTE A LASCIARE UNIONCAMERE DI PUGLIA
Giovedì 04 Marzo 2010 11:37
Redazione
Le Camere di Commercio di Brindisi e Lecce pronte a farsi da parte da Unioncamere Puglia. Un'iniziativa di protesta che è stata ribadita da Alfredo Prete ed Alfredo Malcarne, presidenti rispettivamente delle Camere di Commercio di Lecce e Brindisi, nella conferenza stampa tenuta presso la sala consliare dell'ente camerale leccese. Malcarne e Prete hanno chiarito le proprie posizioni in merito alla elezione di Luigi Farace alla presidenza di Unioncamere Puglia avvenuta nei giorni scorsi a Bari. Già in quella occasione i due presidenti avevano abbandonato i lavori in aperta contestazione con il presidente Farace per le modalità per cui era stata convocata l'assemblea con all’ordine del giorno la nomina del presidente dell’Unioncamere regionale. Malcarne e Prete hanno evidenziato l’impossibilità di procedere con l’elezione per il terzo mandato a Farace in quanto lo statuto non consente di superare i due mandati e hanno contestato la convocazione straordinaria dell’assemblea atteso che non vi erano adeguate giustificazioni.bNella conferenza stampa i presidenti delle due Camere di Commercio salentine hanno ribadito che la nomina di Farace è viziata da "seri dubbi di legittimità".
In primis eccepiscono la convocazione d'urgenza dell’assemblea elettiva, dal momento che la scadenza naturale della Presidenza era fissata per il 21 aprile 2010. In secondo luogo Prete e Malcarne lamentano che "il voto decisivo per la rielezione di Farace sia stato espresso dal Commissario della Camera di Commercio di Taranto. Il tutto, a meno di due mesi dalla nomina del nuovo presidente di Terra ionica, nomina che avrebbe permesso a tutte le associazioni di categoria presenti nel prossimo consiglio camerale tarantino di esprimersi in maniera compiuta". Infine i massimi esponenti degli enti camerali di Brindisi e Lecce hanno fatto notare che "sulla base dello statuto di Unioncamere, Farace non poteva essere rieletto per la terza volta" e che a nulla vale il passaggio del mandato che da biennale è passato a triennale.