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LA CORTE NELLA LECCE BAROCCA

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LA CORTE

Con “ CORTE “ si intende uno spazio chiuso sui tre lati da costruzione.

La “ Corte “ anticamente prendeva il nome della famiglia più importante che abitava “ l’isola “.

Il nome alla corte si dava ai componenti iscritti nell’albo della locale nobiltà o per meriti propri o per aver contratto matrimonio con famiglie patrizie locali.

CORTE DEI ZIANI

La secondogenita di Re Tancredi ( Conte di Lecce nel 1170 e Re di Sicilia nel 1189 ) Sibilla andò in sposa a Pietro Ziani, Doge di Venezia che nel 1299 si ritirò in un convento benedettino. Dall’unione nacque Marco, il che fece accampare ai Ziani pretese sulla Contea, appoggiati in questo da Papa Innocenzo IV. Pur se investito del feudo dall’autorità papale, con decreto del 1252, Marco Ziani non potè però mai conseguirne l’effettivo possesso in quanto la Contea era stata oramai fusa al Principato di Taranto per volontà dell’Imperatore Federico II e concessa al figlio Corradino IV.

 

CORTE ROBERTO VOLTURIO

Nato a Lecce sul finire del XII secolo da famiglia patrizia, Roberto Volturio fu valoroso guerriero e stratega. Preso da improvvisa ed inattesa vocazione vestì l’abito sacerdotale divenendo nel 1210 Vescovo di Lecce. E’ sua opera la prima ricostruzione del Duomo e della Torre campanaria. Ricevette San Francesco d’Assisi nel suo passaggio da Lecce di ritorno dalla Terra Santa l’anno 1219. Delle sue opere si ricorda: “ De re militari “, che riscosse all’epoca molti consensi; “ Psalemrium Lycense “, il “ Breviarium “ che fu adottato dalla Chiesa e del quale si conosce una edizione a stampa “ in Venezia A.D. 1526 “

  

CORTE DEI BONSECOLO

Antica e nobile famiglia originaria di Nardò, i Bonsecolo possedettero i feudi di Racale e Felline, donati a Guglielmo Bonsecolo da Re Tancredi. Possedette inoltre il Casale di San Cesario e di Alliste e metà di quelli di Castro e Caprarica. Teodoro fu Vescovo di Lecce e morì nel 1108. La sua opera pastorale si svolse negli anni di lotte fra i Normanni ed i Bizantini il che gli impedì, come era suo desiderio, di iniziare i lavori di costruzione del Duomo, opera che si compirà  con il suo successore Formoso Lubelli.

  

CORTE DEI GIUGNI

Originari di Firenze i Giugni sono a Lecce nella metà del XVII secolo con Giovanni Battista, avvocato e letterato. Palazzo Giugni, o ciò che rimane dopo le numerose modifiche subite, è a via Principe di Savoia, al suo interno, vi è la data 1654.

  

CORTE DEI CICALA

Baroni di Sternatia, i Cicala, di origine Bergamasca, sono a Lecce dalla metà del 1500 con Camillo, Bernardino e Giacomo. Giovanni Cicala, nato a Lecce nel 1588, insegnò Diritto presso l’università di Padova, divenendo Preside della Facoltà nel 1640. Girolamo ( 1599 – 1643 ), letterato e latinista, scrisse molte opere fra cui ricordiamo un epigramma latino in onore di Ascanio Grandi, e le “ CICADAE SIVE CARMINA HYERONIMI CICADAE “, stampato a Lecce nel 1647.  Francesco Gianbernardino ( aprile 1765, maggio 1815 ) fu poeta lirico e tragico e socio di molte Accademie ( ARCADIA, BUON GUSTO a Palermo, PASTORI ERCINI, IMEREI, SCIENZE ED ARTI a Napoli ).

Le sue idee politiche lo costrinsero all’esilio nel 1799.

Le sue opere ( SAGGIO SUI GIOCHI D’AZZARDO, FRAMMENTI LIRICI, ERITTEO e MERIDE, ERMIONE, MARCANTONIO in EGITTO e moltissime altre ) furono in parte stampate a Lecce nel 1814.

La famiglia Cicala annovera inoltre due Abbadesse ed ebbe il patronato dell’altare di San Francesco di Paola, eretto da Giovanni Cicala nel 1614 ( come scolpito sull’altare ), nella chiesa di Santa Croce a Lecce.

 

CORTE DEI DRIMI

I Drimi o Indrimi sono originari di Nardò. Le prime tracce del Casato risalgono all’epoca sveva, certo è che un Antonio Indrimi era feudatario a Strudà già nel 1396. Lorenzo Indrimi fu castellano di Lecce nel 1403, e prese parte alla difesa di Taranto alla testa delle truppe di Maria D’Enghien; Nuzzo, Barone di Corigliano ( feudo donato alla famiglia dagli Aragonesi ) fondò il convento di Santa Maria del Tempio ( 1432 ), posto su una sua proprietà prospiciente il Castello, retto dai Frati Minori Osservanti ( cui, nel 1588 successero i Frati Minori Riformati ); Pirro ( 1496 ) e Antonio ( 1507 ) furono Sindaci di Lecce. La famiglia dei Drimi si estinse nel XVI secolo.

 

CORTE S. PIER DI NEGRO

Originaria di Genova la famiglia Negri è a Lecce nel 1500. Annovera uomini d’arme, musici, letterati. S. Battista fu capitano scelto ( patente del 1614 ) agli ordini di Filippo III Re di Spagna; Agostino scrisse una Apologia in difesa di Tancredi e il poemetto “ Vendette amorose “; Pasquale e Guido furono umanisti particolarmente dediti alla musica.

  

CORTE DEI MESAGNESI

Questa zona della città era detta la “ Misagna “ in quanto vi erano le abitazioni di una colonia di mesagnesi, provenienti da Mesagne, paese in provincia di Brindisi a circa 40 Km. Da Lecce.

Vi sorgeva una cappella dedicata a Maria Maddalena, demolita nel 1958.

  

 

CORTE ANGELO PATARNELLO

Pittore nato a Lecce nel XV secolo. Le sue opere sono presenti in diverse localita’ del Salento ma fra tutte, la principale è “ I profeti ed i simboli dell’Eucarestia “, che si può ammirare nel Duomo della città.

  

CORTE DEI RODI

Il nome della corte ricorda la colonia dell’isola di Rodi che, stanziatisi nel Salento, sarebbero stati fra i primi abitatori di Lecce. I ritrovamenti di ceramiche Micenee confermano in ogni caso i rapporti che intercorrevano fra la Grecia continentale prima e le isole di Rodi e Cipro successivamente ( XV – XVII secolo A.C. ). Il maggior numero di reperti si ha lungo la costa salentina bagnata dal mare Ionio: “ Scoglio del tonno ( Taranto ), Torre Castelluccia ( Pulsano – TA ), Porto Cesareo ( Lecce ). Interessante, in quanto prova dell’esistenza di strade che congiungevano i due versanti della regione bagnati dal mare, sono i reperti recuperati negli scavi di Avetrana ( Taranto ) e Oria ( Brindisi ). Nella Corte vi era una antichissima consuetudine secondo la quale i cavalli malati, che vi erano portati, sarebbero guariti per intervento di San Giovanni Crisostomo. L’usanza, probabilmente di origine pagana, si trascinò a lungo nei secoli ma non è dato sapere se nella odierna Corte di Rodi sia mai esistito un tempio pagano o una Cappella dedicata al Santo.

  

 

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Marzo 2011 09:58  


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