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LO STEMMA DELLA PROVINCIA DI LECCE

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LO STEMMA DELLA PROVINCIA DI LECCE

 

Dorato con quattro pali di colore rosso, al centro il delfino stizzoso con la coda in alto e la testa in basso volta a destra imboccante una mezzaluna d’argento.

 

 

  IL TERRITORIO

L’attuale territorio della Provincia di Lecce è interamente compreso nell’estrema penisola sudorientale detta “ il tallone “ dello “ stivale “ d’Italia, il quale in epoca romana, era chiamato “ Calabria “.In seguito prese il nome di Salento e Terra d’Otranto. Dopo la caduta dell’Impero romano occidentale la regione, fu a lungo contesa fra i Bizantini e i Longobardi del ducato di Benevento. Nel 1043, con i Normanni  fu dato il nome di Puglia – contea, poi ducato di Puglia – e successivamente apparvero, affermandosi stabilmente, i tre territori amministrativi di Capitanata, Terra di Bari e Terra d’Otranto per la penisola salentina, corrispondente al territorio leccese. L’unità politico- amministrativa di Terra d’Otranto permase lungo tutto lo svolgersi della storia pugliese ma con  gli Agioini e gli Aragonesi e poi sotto il diretto dominio spagnolo vi  fu il potere feudale, cioè il potere dei baroni che ebbero effettivamente in mano il governo della regione. Nei periodi successivi la contea passò a Tancredi, per breve tempo re di Sicilia come rivale di Enrico VI di Svevia, quindi a Roberto Visconti; poi, dal XII al XIII secolo, alla casa dei Brienne, da loro ai d’Enghien, la cui erede Maria fu sposa di Ramondello Orsini e quindi di Ladislao di Durazzo re di Napoli. Infine con gli Aragonesi, città e contea rientrarono nell’ambito dei domini regi e quindi della storia della più ampia circoscrizione della Terra d’Otranto, di cui Lecce fu capoluogo con i Borboni. Nel 1861 con il nuovo regno d’Italia, quando l’intera Terra d’Otranto si estendeva per una superficie di 6.852 Kmq., progressivamente si sostitui all’antica denominazione quella di Provincia di Lecce. Una radicale modificazione del territorio provinciale si ebbe tra il 1923 e il 1927, quando vennero istituite due nuove province, la Provincia dello Jonio, poi Provincia di Taranto, e la Provincia di brindisi; ambedue furono infatti ritagliate essenzialmente nell’ambito della provincia di Lecce. Da allora non si sono avute variazioni.

IL PALAZZO

La sede della Provincia di Lecce è ubicata nell’ex Convento dei Celestini, costruito nel XVII secolo accanto alla chiesa di Santa Croce. Il palazzo ha un prospetto a due ordini, differenziati per lo stile e i tempi di esecuzione. Il primo ordine è opera dell’architetto Giuseppe Zimbalo, cui è dovuto il progetto dell’intero palazzo, mentre il secondo ordine è stato modificato (probabilmente da Giuseppe Cino e Cesare Penna), rispetto a un progetto iniziale dello stesso Zimbalo.

  

A indicare gli anni di esecuzione vi sono tre iscrizioni sulla facciata. La prima, sul lato destro, indica la data di inizio: “ Coeptum est A.D. 1659Abb. Rm D. Matt Neapol “ la seconda, sul lato sinistro, indica la conclusione: “ Perfectum est A.D. 1695 Abb. Rmo D. Hieronimo Lasena Rom. “. Una terza data, 1689, marcata in alto a destra a fianco del cornicione, indica probabilmente l’anno in cui furono ripresi i lavori per il secondo ordine.

  

 Dall’ingresso principale si accede ad un ampio chiostro quadrato, impostato su 24 archi poggianti su colonne binate. Il gusto tardo rinascimentale del chiostro è stato alterato nell’800, quando con la soppressione degli ordini religiosi da parte di Napoleone, il Palazzo fu destinato a sede dell’Intendenza di Terra d’Otranto. Le colonne esterne del porticato furono inglobate in pilastri, fu aggiunto un piano e fu realizzata la facciata neoclassica del prospetto posteriore. Attualmente la Provincia, proprietaria del Palazzo, oltre ad avervi posto la sua sede vi ospita anche la Prefettura.

  
  

Negli ultimi anni la Provincia ha curato i lavori di restauro e adattamento dei locali, nel rispetto dell’originarietà’ dell’edificio, uno dei più significativi esempi di barocco leccese. L’interno del Palazzo non presenta tracce di antichi affreschi o arredi, per cui sale e uffici sono arredati con quadri e mobili contemporanei.

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Febbraio 2011 15:03  


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