Giovedì 13 Maggio 2010 13:32
Redazione
Anche quest’anno l’Antenna Europe Direct della Provincia di Lecce ha confermato la sua presenza sul territorio provinciale come preziosa intermediatrice tra l’Europa e i cittadini salentini .  Nell’ambito del piano di lavoro 2010 approvato dalla Commissione Europea, l’Antenna rivolge particolari attenzioni al mondo della scuola perchè il processo di acquisizione delle competenze sia strumento formativo delle nuove generazioni di cittadini europei. In questo quadro e con queste finalità, Antenna Europe Direct della Provincia di Lecce, ha organizzato una giornata di formazione in due moduli, rivolta ai docenti, veri protagonisti del cambiamento auspicato nel documento della Commissione Europea “Le scuole per il XXI° secolo”. Il primo modulo formativo si svolgerà domani, venerdì 14 maggio, presso l’aula magna dell’Istituto “Fermi” di Lecce e sarà incentrato sul tema: “Comenius un’opportunità europea per il mondo della scuola”. L’incontro sarà rivolto ai dirigenti scolastici e docenti di riferimento delle scuole secondarie di I° grado ed Istituti comprensivi della Provincia di Lecce. Saranno 102 gli istituti coinvolti nell’iniziativa, che si avvarrà della preziosa collaborazione di Elena Bettini, responsabile dell’Agenzia Nazionale implementatrice del Lifelong Learning Programme o Programma di apprendimento Permanente con sede a Firenze. In particolare, nella giornata di studio saranno analizzate ed approfondite le opportunità offerte dal programma settoriale Comenius riguardante tutto l'arco dell'istruzione scolastica, dalla scuola dell'infanzia fino al termine degli studi secondari superiori. Gli obiettivi operativi del programma sono indirizzati a migliorare la qualità e la quantità degli scambi di allievi e personale docente nei vari Stati membri; migliorare la qualità e aumentare il volume dei partenariati tra istituti scolastici di vari Stati membri, in modo da coinvolgere in attività educative congiunte almeno 3 milioni di allievi nel corso della durata del programma. Inoltre, finalità proprie del progetto sono quelle di incoraggiare l'apprendimento delle lingue straniere moderne; promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi innovative basati sulle TIC; migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli insegnanti e le metodologie pedagogiche e la gestione scolastica.Le attività previste dal programma per la realizzazione dei suddetti obiettivi si svilupperanno attraverso progetti di Mobilità degli individui, partenariati, progetti multilaterali, reti multilaterali ed e-Twinning.
Giovedì 13 Maggio 2010 12:30
Redazione
 Venerdì 14 maggio p.v. alle ore 19,30 nella sala conferenze del Palazzo della Cultura in piazza Umberto I sarà presentato “Sospesa è la notte”, l’ultimo libro di Alberto Diso edito da Carra Editrice di Castrano.Alla presentazione parteciperanno Sospesa è la notte (Carra Editrice); il libro narra la storia di un uomo solo e stanco che si avvia alla fine della propria vita ed ha “nella mente solo un passato malconcio e frastagliato,difficile da ricomporre”. Il ritrovarsi come d’incanto in un posto sconosciuto, guidatoda un’entità che non è di questo mondo, lo porta a vivere un’esperienza ai confinidella realtà: egli rivede sul computer i momenti più importanti della sua esistenzae rivive suggestioni sepolte nel suo cuore. "A quel tempo la concatenazione degli eventi e la loro implacabile successione mi era sconosciuta e così è rimasta per sempre.La fatica della mente a volte distoglie il tempo, lo fa indietreggiare, e il pensiero più buio e profondo riaffiora in tutta la sua grandezza, schiacciandoti, inesorabilmente. In quel momento cerchi una via di fuga che non troverai mai, e quel pensiero ti seguirà… per tutta una vita…". Così Alberto Diso presenta il suo romanzo, Sospesa è la notte, incastonando nella triade eventi/tempo/mente il nostro ineffabile tentativo di fare ordine nella vita. Romanzo che l’autore presenterà sabato (alle ore 17) alla Biblioteca comunale di San Giuliano Milanese (Saletta Università della terza età, in piazza della Vittoria).Quanto più sembra che ci avviciniamo alla comprensione degli avvenimenti e al dipanamento della matassa tanto più il filo ci sfugge dallemani e si prepara a tessere un nuovo traordinario ordito secondo i dettami imperscrutabili del caso. Eppure nel pieno del nostro vigore, fisico e intellettivo, ci siamo tante volte illusi che fossimo proprio noi con le nostre scelte, il nostro impegno, la nostra determinazione a indirizzare il corso della nostra vita, immaginata come un vascello fantasma, che lascia dietro di sé un mare di nequizia, di arretratezze ancestrali, di accondiscendenza nell’accettare un destino già scritto di sopercherie e di sopraffazioni. Questoè in parte il sud descritto dall’autore nel suo libro. E proprio per scappare da questo destino di morte civile già segnato, in una scelta di riscatto individuale prima che sociale che il nostro protagonista abbandonerà, con il proposito di non più tornare, il paesino dei primi rudimenti, delle prime avventure sentimentali, delle prime rivolte contro un conformismo illusorio e perdente.Alberto Diso non è nuovo alle fatiche letterarie.Anzi. Già due anni fa aveva esordito con il romanzo L’ultima estate delle betulle bianche. Lì era la passione, un amore vissuto con pienezza di sentimento, qui è lo struggimento, un continuo dialogo con se stesso alla ricerca della verità. Testimone muta, confortante, incoraggiante, l’ombra della madremorta, che prova per il figlio, annichilito dai meandri della vita, una pena e un amore smisurato. A volte sembra di vedere Pirandello quando, nel corso delle peripezie della vita, non trova di meglio che andare a visitare la madre, ormai morta, nella villa agrigentina abbandonata. Il dialogo immaginario si svolge nel soggiorno della casa,inondato dai rami fluttuanti dei limoni e degli aranci. Il titolo poi rimanda ad altre opere letterarie e teatrali che hanno al centro del loro racconto e rappresentazione la notte, col richiamo alla sua tenerezza o alla necessità che passi, che trascorra e ci transiti in unamattina se non radiosa, almeno serena. Qui il protagonista, che ha ingaggiato con apparente successo una dura lotta con la vita, alla fine si rende conto che noi riusciamo a sopravvivere solo se ci aggrappiamo ai ricordi, a quelli puri, spensierati della fanciullezza, quando la musica, i giochi, i primi innamoramenti ci lasciavano preludere, tra le carezze dolci della madre, a un futuro radioso dove nessuno avrebbe impedito ai nostri sogni di realizzarsi. Ecco che la sospensione si configura come uno stato d’animo d’attesa di eventi, che non sappiamo determinare, consapevoli che tra stanchezze, amarezze e illusioni stiamo per compiere la svolta, per raggiungere con una certa consapevolezza la meta nella pienezza del desiderio, ancora innamorati e meravigliati di questo mistero che è la vita. L’autore, come detto, presenterà il suo romanzo sabato a SanGiuliano, ospite dell’associazione culturale Peucetia. La presentazione sarà accompagnata da immagini e video del Salento di Ornella Bongiorni e dalle musiche e canti salentini di Sasà. Introduzione di Liborio Laddaga, presidente di Peucetia e riflessioni di Angela Pellegrino e Paolo RausaÈ un viaggio interiore, appeso tra un fondale onirico e uno riconducibile all’autoanalisi, che scivola continuamente tra un esame di coscienza e una semplice resa dei conti con se stesso alla fine della vita.Al centro del r o m a n z o “Sospesa è la notte” (Carra editrice; 14,50 euro) di Alberto Diso c’è una storia di un uomo, come tante altre, senza una sua reale particolarità, tranne quella che appartiene a tutti di essere unico.L’autore sceglie un artificio per poter compiere questo viaggio a ritroso nella propria esistenza, sceglie in qualche modo un compagno di viaggio molto concreto e realistico, più che poetico. È infatti sul suo pc che tutto comincia ed all’interno di esso, come risucchiato dallo schermo, ilprotagonista del libro si incammina fino a trovarsi nella “stanza dei bottoni”, cioè dove in tanti computer scorrono le immagini della sua vita.Tutt’altro che in linea con questa proiezione futuristica, tra il mistico e il fantascientifico, comincia qui in realtà un nostalgico guardarsi all’indietro verso quel piccolo mondo anticoche non c’è più. Torna il paese natìo, i volti puliti legati all’infanzia, le certezze legate alla sua famiglia e ai valori della seconda metà del Novecento, l’aleggiare di un senso di colpaper gli affetti mai fino in fondo restituiti,ma soprattutto un’aura che illumina poi di un senso proprio tutto il testo, quella della figura materna in un’immagine sbiadita dalla precocescomparsa, ma eternata e idealizzata proprio da questa. È centrale, tra le tante semplici vicissitudini della vita del protagonista, il vuoto affettivo lasciato dall’assenza prematura dellamadre, che rappresenta la sicurezza e la casa che sino alla fine lui cercherà.Si sente poi in lontananza in questo libro una certa mentalità generazionale che evidentemente appartiene al protagonista e la cui presenza nella società si va consumando, ma per altri impera. È infatti centrale il senso del dovere, del sacrificio, del lavoroche dà prestigio, stabilità, autorevolezza nella vita. Di contro il Sud da cui il protagonista in qualche modo fugge, sembra apatico e vittima della propria indolenza, in una colpevoleperenne attesa di aiuto. Ecco la mentalità della medio alta borghesia, da un lato capace di riscattarsi e di crescere e dall’altro incline a puntare il dito contro la presunta inefficienzadegli altri o di chi non ce la fa e non rientra nel meccanismo economico che sembra dover essere necessario per una scalata sociale. Tuttavia il potere non dà completezza interiore el’uomo al centro del libro ad un certo punto se ne accorge.Il viaggio di questa storia è un viatico di esperienze, molto personale alla fine e molto circostanziato.C’è il passaggio emblematico legato alla paternità: distratta nella prima fase della vita quando il lavoro è la cosa più importante per un uomo, centrale verso il tramonto del proprioegoismo e dell’esistenza stessa, quando guardare i figli significa avere una ragione di vita e di gioia concreta finalmente fuori da sé.Quello che spicca poi rispetto alla letteratura contemporanea, è il ruolo dato alla figura femminile che sa di antico. Se è vero che qui tutti i rimpianti e tutti i desideri ruotano intornoall’atteso abbraccio materno mancato e che quindi è preponderante su tutto questa figura femminile, è vero anche che anche le altre donne mantengono lo stesso ruolo lieve, silenzioso,materno, celestiale, asessuato.
Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Maggio 2010 19:38
Mercoledì 12 Maggio 2010 21:08
Redazione
Siamo al giro di boa per la mostra “1087 – I costumi della traslazione”, che a soli sei giorni dall’inaugurazione, ha registrato un’affluenza record che ha superato le 4500 visite.
Più di 1000 gli avventori che, per la sola giornata inaugurale del 6 Maggio, sono stati condotti dai timpanisti dell’associazione culturale Nicolaus dal centro di Piazza Ferrarese all’ingresso della Sala Murat.Un esordio positivo quindi per la mostra curata da Luigi Spezzacatene, che “rappresenta un’eccellenza per la città” – come ha sottolineato il Sindaco Emiliano durante la conferenza inaugurale –. “Lui con la testardaggine del popolo delle formiche è stato capace di far crescere l’erba in mezzo ai sassi, giungendo alla terza edizione di questa mostra con fatica e impegno.” Spezzacatene ha voluto creare un calendario fitto di eventi in grado di arricchire il progetto “1087”, come la presentazione di ieri pomeriggio (11 maggio ndr.) – 17.30 in Sala Murat – del libro “Bari Bizantina. 1156 – 1262: Bisanzio dopo Bisanzio” dello storico Nino Lavermicocca, che ha collaborato in maniera consistente anche alla ricerca storica delle etnie presenti a Bari nell’XI secolo, periodo su cui la mostra è basata.Questo volume chiude la trilogia dello scrittore e storico barese dedicata al periodo più pregnante, vivo e sofferto della storia della città. “Bisanzio dopo Bisanzio” affronta i rapporti di Bari con Costantinopoli, il suo essere meta per la cristianità orientale e luogo della memoria per la storia Bizantina, fino a giungere ad una ricostruzione più dettagliata della storia cittadina incentrata sul conflitto fra la Basilica e la Cattedrale.Bari, quindi, vista come città ribelle, capitale del Mediterraneo e fulcro della cultura Bizantina.A presentare l’opera dello scrittore barese è stato il Prof. Nico Venezianii , nella sua bellissima introduzione, ha sottolineato come “l’aspetto più rilevante del lavoro di Lavermicocca sia la sua visione antropologica d’insieme estremamente elevata. Lui èstato in grado di indagare aspetti su cui nessuno prima si era mai soffermato; ha ricercato le origini della civiltà di questa terra inserita in un sistema Adriatico e Mediterraneo, spesso oscuro”. I prossimi appuntamenti correlati alla mostra “1087 – I costumi della traslazione”: · Giovedì 12 Maggio 2010 – Sala Murat – ore 18.00“Ex voto dipinti di Nunzio Giorgio”. Presentazione di Domenico Lassandro e Nino Lavermicocca· Martedì 18 Maggio 2010 – Sala Murat – ore 18.00“Il culto nicolaiano nell'arte e nell'artigianato artistico”. A cura di Confartigianato· Mercoledì 19 Maggio 2010 – Sala Murat – ore 18.00“L’arte nella Bari Bizantina”
Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Maggio 2010 19:03
Mercoledì 12 Maggio 2010 11:12
Redazione
 Secondo appuntamento alla Libreria Icaro di Trepuzzi nell’ambito del Progetto “Invito alla lettura: incontro con autori salentini” organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trepuzzi in collaborazione con la Libreria Icaro.Venerdì 14 Maggio 2010 alle ore 19.30 una serata all’insegna della Poesia, quella di Anna Maria De Luca con il libro “Divento”, quella di Elio Ria con il poemetto “Altri versi” e quello di Patrizia Ricciardi con il volume “Come fanno le serpi a primavera” tutti editi da Lupo.“La poesia – è scritto in una nota a firma del Sindaco Cosimo Valzano e dell’Assessore alla Cultura Anna Blasi – è la forma più alta di espressione dell’uomo. Attraverso la poesia si manifestano sentimenti, emozioni, sensazioni che sarebbe difficile o impossibile esprimere utilizzando altre forme di comunicazione. Inoltre con la poesia si può fare storia, educazione, conoscenza”.La presentazione dei libri sarà accompagnata della lettura di alcune poesie da parte degli attori della Compagnia Intercomunale del Nord Salento.
Mercoledì 12 Maggio 2010 10:51
Redazione
“La città e la sicurezza. Condizioni di vita, percezioni del pericolo, governance del territorio” è il tema del convegno in programma il 14 maggio 2010 a partire dalle 9.30 nella sala conferenze del Rettorato (piazza Tancredi 7, Lecce), organizzato dalla Facoltà di Scienze sociali politiche e del territorio e dal Dipartimento di Scienze sociali e della comunicazione dell’Università del Salento. Al convegno, che tratterà temi di grande attualità come la sicurezza urbana e il coordinamento delle strategie di prevenzione e di repressione del crimine, vedrà la partecipazione di autorevoli relatori: il professor Giandomenico Amendola, ordinario di Sociologia urbana presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze; il professor Massimo Pavarini, ordinario di Diritto penitenziario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna ed esperto in ‘politiche di nuova prevenzione’; e il dottor Gianguido Nobili, esperto di governance della sicurezza e responsabile delle attività di ricerca del Servizio politiche per la sicurezza e la Polizia locale della Regione Emilia Romagna. Giandomenico Amendola è fra i più importanti esponenti internazionali della sociologia urbana; autore di “La città postmoderna” (Laterza), opera che ha avuto grandissima diffusione in Italia e all’estero, si interessa da tempo dei processi di trattamento della paura e dell’insicurezza nelle città. Massimo Pavarini è uno dei più noti esperti del rapporto fra sicurezza, criminalità e spazi urbani; ha diretto per molti anni la rivista “Sicurezza e territorio” ed è stato consulente del Comune di Bologna per le politiche relative al degrado e alla sicurezza. Gianguido Nobili è uno dei maggiori esperti italiani di progettazione della sicurezza urbana. Nella prima parte del convegno (9.30/13), coordinata dal professor Marcello Strazzeri, gli interventi dei relatori si soffermeranno sui temi e le problematiche generali dell’insicurezza urbana e delle strategie di gestione della sicurezza. Nella seconda parte (15.30/19) saranno presentati i risultati parziali di una ricerca, coordinata dal professor Giandomenico Amendola, condotta dalle Università di Firenze, “La Sapienza” di Roma, Lumsa di Roma, Politecnico di Milano e Università del Salento. Per quanto riguarda il contesto leccese, nella ricerca sono state analizzate la percezione della sicurezza da parte dei cittadini, le strategie di governance messe in atto dalle istituzioni locali, le problematiche relative alla criminalità nelle aree territoriali a nord della provincia di Lecce e la rappresentazione mediatica della sicurezza urbana.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Maggio 2010 10:56
Mercoledì 12 Maggio 2010 10:40
Redazione
Accanto all’ Ateneo salentino per sostenere la ricerca e la cultura perché consapevoli del fatto che su questi due elementi si fonda lo sviluppo e la crescita del territorio.  Il movimento Io Sud, esprime la sua solidarietà e vicinanza all’ Università del Salento, al rettore Laforgia, al personale docente, ai ricercatori che si trovano a vivere un momento particolarissimo e delicato. Naturalmente l’iniziativa del 5 per mille, appoggiata sin da subito dal Presidente Nazionale di Io Sud, sen. Adriana Poli Bortone che ha molto a cuore le sorti della nostra università, è sostenuta da tutto il movimento.Crediamo, però che sia necessario un contributo fattivo delle istituzioni, degli enti territoriali e della classe imprenditoriale di questa terra.L’appello, dunque a Confindustria affinché si attivi in tutte le forme e con tutti gli strumenti a disposizione per aiutare l’ateneo salentino. Le aziende pugliesi possono contare da tempo sull’ apporto di grandi professionisti che si sono formati in questa università. Per questo siamo convinti che Confindustria debba scendere in campo con forme di ausilio all’ università e ai dottorati di ricerca, perché la ricerca e l’innovazione sono il motore che fa muovere ogni impresa. Per quanto concerne gli enti territoriali, anche le Unioni dei Comuni delle tre province di Lecce Brindisi e Taranto dovrebbero rispondere all’ accorato appello dell’ Università pensando a forme di aiuto e sostegno ai giovani studenti. Purtroppo davanti ad un governo filo nordista, sordo alle richieste degli atenei del Sud, diventa necessario l’ausilio delle istituzioni territoriali.
Mercoledì 12 Maggio 2010 10:28
Redazione
Così come il pilota si addestra sul simulatore prima di volare, il medico lo potrà fare sul paziente virtuale prima di operare.
Tutto questo grazie alla realtà aumentata, la cosidetta AR. Gli esperti del gruppo di Realtà Virtuale Aumentata del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, il professor Giovanni Aloisio e Lucio De Paolis, illustreranno giovedì 13 maggio alle ore 9,30 i risultati del progetto ARPED, che saranno poi discussi a Bari sabato prossimo nel Convegno sulla chirurgia laparoscopica pediatrica organizzato dall’Ospedale Giovanni XXIII di Bari. L’incontro si svolgerà nel Laboratorio HPC, secondo piano edificio La Stecca, via per Monteroni, Lecce.
Lunedì 10 Maggio 2010 21:38
Redazione
Quando si scende così nel dettaglio è necessario essere bene informati. Bisogna sapere che il Ministero ha posto dei vincoli, tecnicamente noti come requisiti necessari per l’istituzione ed attivazione dei corsi di studio (DM 544/07), che stabiliscono un rapporto definito e non superabile tra numero dei docenti e numero degli studenti. Infatti, al fine di garantire la qualità dei corsi di studio attivati, il Ministero ha prescritto che superata una certa numerosità di studenti (la cosiddetta “numerosità massima”, vedi allegato B del DM 544/07) scatti obbligatoriamente il secondo corso di studio. Se ciò non avvenisse, l’Università sarebbe penalizzata finanziariamente perché non rispettosa, appunto, dei succitati requisiti necessari per l’istituzione ed attivazione dei corsi di studio. Quindi, venendo ai singoli corsi di studio sui quali vengono sollevate delle perplessità: per quanto riguarda le due Facoltà di Ingegneria, i due corsi di laurea in Ingegneria industriale, quello leccese e quello brindisino, sono necessari perché la numerosità degli studenti supera quella massima consentita dal Ministero (sono quasi 300 iscritti contro il numero di 150 come numerosità massima). Non attivare il secondo corso significherebbe soltanto perdere studenti a parità di costi. Perché bisogna chiarire bene che questi corsi “raddoppiati” a causa dell’alta domanda da parte degli studenti non producono costi aggiuntivi all’Università, poiché il costo della docenza rimane invariato. Docenza che, ovviamente, resta vincolata e non può sostenere altri corsi. Tant’è vero che al Politecnico di Torino ci sono 5 corsi di Ingegneria meccanica, così al politecnico di Milano, dove i corsi di Ingegneria gestionale sono 4. Il corso di “Ingegneria Rinascimentale”, invece, è il fiore all’occhiello della nostra Facoltà di Ingegneria. Costruito sui modelli già sperimentati nei campus americani (Harvard University, Carnagie Mellon, Purdue University, Brown Unviersity) è unica in Italia. In questo corso, al curriculum dell’Ingegneria tradizionale sono affiancate discipline dell’area umanistica, giuridica ed economica con lo scopo di formare un ingegnere sul modello leonardesco, da qui la denominazione “rinascimentale”, molto più completo. Inoltre, è bene ricordarlo a tutti, il corso è stato interamente finanziato da una Fondazione privata, come si legge nel sito della facoltà di Ingegneria, quindi senza costi aggiuntivi per l’Ateneo salentino. Infine, il corso è limitato nell’accesso ai pochi studenti selezionati in base al merito, risulta interamente aggiuntivo rispetto al corso tradizionale, è stato limitato ad un solo ciclo che è terminato quasi un anno, senza nuove edizione proprio per mancanza di finanziamenti malgrado il grande successo anche occupazionale. In questi ultimi anni abbiamo avviato un rigoroso percorso di razionalizzazione che ha tenuto conto proprio dei requisiti minimi imposti dal Ministero, cioè della domanda e dell’offerta. Dei tre corsi di laurea in scienze politiche, uno con sede a Lecce (Scienze politiche e delle relazioni internazionali), uno con sedi a Brindisi e a Lecce (Scienze politiche dell’area mediterranea) e uno interfacoltà con sede a Lecce (Scienze sociali, cooperazione internazionale, sviluppo e no-profit), quest’ultimo è stato già disattivato; il secondo citato (Scienze politiche dell’area mediterranea) è erroneamente attribuito a due sedi (Brindisi e Lecce) perché è attivato solo a Brindisi mentre il terzo si giustifica ancora una volta con la numerosità massima degli studenti consentita dal Ministero che ha comportato, necessariamente, l’attivazione di almeno un secondo corso di studio nella stessa area culturale. Mentre i tre corsi di laurea riconducibili alla Pedagogia, precisamente Pedagogia dell’infanzia, Pedagogia dei processi formativi e Scienze e Tecniche psicologiche non appartengono tutti alla stessa area, poiché Psicologia, in tutte le sedi italiane, è un corso di laurea “sostanzialmente diverso” dalla Pedagogia e da noi è già a numero chiuso. Inoltre, anche in questo caso nella razionalizzazione dell’offerta di quest’anno, il corso di laurea in Pedagogia dei processi formativi è stato già disattivato ed incorporato nel corso di laurea interclasse in Scienze della Formazione e dei saperi filosofici. Esiste, quindi, un solo corso di laurea “puro” in Pedagogia, quello in Pedagogia dell’infanzia, che dal prossimo anno sarà a numero chiuso (pari a 230 unità) sebbene le richieste da parte degli studenti siano più del doppio perché non abbiamo docenti a sufficienza per garantire un secondo corso. Analogamente, si è fatta confusione con i corsi di laurea in filosofia. Non ci sono tre corsi, come cita il Senatore Mantovano, ma solo uno, quello della Facoltà di Lettere e Filosofia, perché l’altro, come detto sopra, è stato incorporato nel corso di laurea interclasse in Scienze della formazione e saperi filosofici. Perché si dice che nella Facoltà di Scienze della Formazione ne esisterebbero addirittura due? Forse chi afferma queste cose fa confusione tra corsi di studio attivati (quelli reali) e quelli ad esaurimento che, nuovamente, per legge, devono essere portati a compimento. Va bene la razionalizzazione e noi abbiamo già razionalizzato ma non si deve confondere la razionalizzazione dei corsi con una riduzione delle spese, anzi, come ho già affermato, con la riduzione dei corsi di studio si ottiene solo una riduzione delle entrate. Per questi corsi l’Università del Salento ha una situazione opposta a quella di altre sedi, che invece devono lottare per mantenere attivi dei corsi di studio che non raggiungono le “numerosità minime” di studenti richieste per l’attivazione dei corsi di studio (vedi DM 544/07). Noi siamo nella situazione opposta, ossia superiamo la “numerosità massima”. Una alternativa sarebbe il “numero chiuso”, che abbiamo adottato solo in quei casi in cui non era conveniente, per mancanza di docenti, sdoppiare i corsi. Inoltre, se si persegue una politica di “numero chiuso” questa deve essere a livello nazionale, altrimenti si risolve soltanto nel mandare i nostri studenti potenziali in altre sedi, dove il numero chiuso non c’è. Come Delegato del Rettore alla Didattica conosco benissimo l’opera di razionalizzazione dell’offerta formativa dell’Università del Salento, alla quale ho attivamente partecipato e sono preoccupato per l’evidente disinformazione che traspare dalle affermazioni che ho letto in questi giorni sui giornali. Prof. Vincenzo Zara Delegato del Rettore alla Didattica
Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Maggio 2010 21:50
Lunedì 10 Maggio 2010 11:41
Redazione
 Lo spazio della Manifatture Knos è parte di una proposta culturale della Provincia che riguarda l’intero Salento. Le caratteristiche tecniche e le specificità strutturali del centro, di proprietà dell’amministrazione provinciale, nato nel 2007 in uno spazio di proprietà della Provincia di Lecce (un’ex scuola per operai di 4mila metri quadrati) riqualificato grazie al progetto promosso dalla stessa Provincia e dall’associazione culturale “Sud Est” e all’impegno di numerose associazioni che si sono consolidate all’interno del centro, lo propongono come scenario delle culture che guardano alla contemporaneità, sia nel campo delle arti visive, come in quello della ricerca teatrale e dell’audiovisivo, uno spazio in cui la ricerca di nuove socialità si fa proposta culturale. In questa logica si inserisce anche l’incontro con l’Apulia Film Commission per destinare un segmento della struttura a sede del Cinerporto. Proprio questo accordo ha consentito alla Provincia di Lecce di utilizzare importanti risorse per la soluzione di alcuni problemi strutturali che impedivano la piena utilizzazione degli spazi del Knos, con particolare riferimento alla messa a norma della struttura. Una parte dei fondi provengono dall’Accordo di Programma Quadro stipulato tra Regione Puglia, Ministero dello Sviluppo economico e Provincia di Lecce (circa 350mila euro) e una parte dal bilancio della Provincia (100mila euro). A questo bisogna aggiungere circa 1 milione di euro rivenienti dall’Area Vasta, che consentiranno ulteriori interventi sulla struttura e il recupero dell’area circostante, proponendo il Knos come un primo intervento di riqualificazione dell’intera area urbana in cui sorge. "La Provincia di Lecce assicurato il proprio contributo nella costruzione di una proposta culturale che esce dai canoni della “tradizione” per percorrere strade della ricerca, della sperimentazione, dell’innovazione, della creatività", sottolinea la vice presidente e assessore alla Cultura Simona Manca. "In quello spazio si sperimentano forme di cooperazione culturale tra diversi soggetti, con una preoccupazione costante, che deve essere quella di gestire uno spazio a servizio dell’intero Salento". Sono numerose le attività già in calendario per le prossime settimane alle Manifatture Knos, che ospitano una molteplicità di progetti di formazione, ricerca e produzione, che interagiscono e si nutrono reciprocamente, nell’ambito del cinema, del teatro, della danza, della musica, dell’editoria, dell’infanzia, delle arti applicate, del design, dell’arte contemporanea, della progettazione partecipata. La festa inaugurale del 13 maggio, inizio alle 21.30, prevede in serata il concerto degli “Almoraima” e dj set a seguire. Si inizia anche con il teatro, dal 12 al 16 Maggio sarà ospite del Knos l’Accademia degli Artefatti, compagnia teatrale romana diretta da Fabrizio Arcuri, che terrà un laboratorio attoriale ogni giorno dalle 16 alle 20 e, sabato 15 e domenica 16 maggio, ore 21, due repliche dello spettacolo “An oak tree”. Sabato 15 maggio, alle 17.30, inizia l’appuntamento mensile con il laboratorio per bambini “Anche gli scienziati sono stati bambini”, a cura dei ricercatori del Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie, mentre in serata, alle 22, spazio alla musica con il concerto del Pan del Diavolo, all’interno della rassegna Keep Cool della Cooperativa Coolclub. Sempre il 15 maggio verrà allestita la mostra della giovane fotografa Serena Malì Erotico. Lunedì 17 maggio, alle ore 17, è in programma la presentazione del bando Principi Attivi – Giovani idee per una Puglia migliore, indetto dalla Regione Puglia, con lo staff dei Bollenti Spiriti. Martedì 18 maggio, alle ore 21, inizia l’appuntamento settimanale con Zona Franca, serata d’improvvisazione teatrale e musicale, aperta a chiunque abbia voglia di mettersi in scena, a cura di Induma Teatro. Dal 19 al 22 maggio laboratorio di recitazione con Roberto Corradino, che il 22 maggio, alle ore 21, farà lo spettacolo teatrale “L’artista del digiuno”. Giovedì 20 maggio, presentazione alle 19.30 del numero 03 di Krill – rivista quadrimestrale sull’immaginario, sul tema della Fuga, con i redattori e alcuni degli autori. Domenica 23 maggio, ore 20, presentazione del libro “Il cuore dei briganti” del giovane autore di punta di Bompiani Flavio Soriga, con l’autore e Roberto Vetrugno dell’associazione Trilli di Blu. A seguire appuntamento, alle 21, con lo spettacolo di Principio Attivo Teatro “Mannaggi’a mort”, per grandi e piccini. Sabato 29 maggio, alle ore 21, ci sarà il debutto nazionale di “Shoa’” di Valentina Diana (vincitrice della prima edizione del Premio di drammaturgia contemporanea Il Centro del Discorso), e “Gli Illuminati” di Vittoria Tambasco. Lunedì 31 maggio, incontro organizzato da Libera, con le gli studenti delle scuole medie e superiori del Salento, con la presenza di don Luigi Ciotti.Nella prima settimana di Giugno è prevista presentazione del libro per bambini “I Prepotenti“, primo titolo della collana 33x33 di Lupo Editore, che dà il via alle letture per bambini a cura dell’associazione Fermenti Lattici. Giovedì 3 e venerdì 4 giugno, ore 21, Alessandro Langiu metterà in scena il suo spettacolo “Otto mesi in residence”. Dal 15 al 20 giugno spazio alla danza con il workshop della coreografa giapponese Anan Atoyama, parallelamente alla residenza della danzatrice Caterina Inesi della compagnia Immobile Paziente che, sabato 19 e domenica 20 giugno, alle 21, metterà in scena il suo nuovo spettacolo “K 469”. Inoltre, continuano le importanti collaborazioni già avviate con centri culturali internazionali - a Marsiglia, Parigi, Kyoto, Santiago del Cile, Jaffa - per la creazione di una rete internazionale che favorisca lo scambio proficuo e costante di esperienze differenti, e la costruzione di nuove relazioni nazionali ed internazionali e con il radicamento nei quartieri della città, grazie ai progetti urbani di coinvolgimento degli abitanti insieme alle istituzioni locali.
Lunedì 10 Maggio 2010 11:34
Redazione
Domani, martedì 11 maggio, alle ore 11, a Palazzo Adorno, presentazione della seconda edizione di “Tricasecomics”.  La rassegna del mondo del fumetto, in programma a Tricase dal 13 al 16 maggio, è promossa ed organizzata dall’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Tricase, con il patrocinio di Provincia di Lecce, Istituto di Culture Mediterranee, Azienda di Promozione Turistica di Lecce e Scuola del Fumetto di Pescara. Alla presentazione interverranno Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce, Stefania Mandurino, commissaria dell’Azienda di Promozione Turistica di Lecce, Nunzio Dell’Abate, assessore alla Cultura e Politiche Giovanili del Comune di Tricase e Pasquale Scarascia, consigliere comunale di Trifase ed ideatore della rassegna.
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