aggiornato il 15 Oct 2018 alle 3:45 PM
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Al via "Laboratorio di partecipazione per il futuro di Masseria Tagliatelle a Lecce"

Questa mattina, lunedì 24 settembre, ha preso il via l'articolato programma di incontri, testimonianze e lavori in gruppo del Laboratorio di partecipazione, promosso dall’Assessorato alla rigenerazione e innovazione sociale del Comune di Lecce, per progettare insieme il futuro della Masseria Tagliatelle. Alla plenaria iniziale, introdotta dall'assessora Rita Miglietta, hanno partecipato gli esperti Ledo Prato (segretario generale dell’Associazione Mecenate 90), Renato Quaglia (docente di Storia dell’impresa culturale e di Organizzazione Aziendale e Direttore della Fondazione FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli) e Claudio Gnessi (presidente dell’Associazione per l’Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros).

"Oggi è per me un'emozione fortissima vedere Masseria Tagliatelle vissuta e visitata dai tanti partecipanti ai Laboratori", ha esordito Rita Miglietta. "Dopo i bandi per la gestione andati deserti, ho proposto alla giunta di riattivare un percorso di rigenerazione, che consentisse di immaginare il futuro di questo luogo dentro un lavoro di co-progettazione, molto concreto: un vero e proprio cantiere di lavoro che comincia oggi. Siamo partiti dalla consapevolezza che quando scegliamo di collaborare, allarghiamo il nostro campo d’azione, le nostre possibilità, siamo più forti e capaci. Questo vale per chi si mette in discussione e vale anche per l’amministrazione", ha proseguito. "Un altro punto fermo del nostro percorso è la scelta di non riferirci a modelli eccezionali già esistenti, a casi di successo lontani dalla nostra comunità. Oggi la vera sfida è stare nell’ordinario, nel qui ed ora, non costruire qualcosa di astratto. Ci troviamo in un luogo molto importante per la città, di fronte a quello che sarà il nuovo ingresso della stazione ferroviaria, nel mezzo del Parco del Cave. È un pezzo di città che si sta trasformando e per noi l’importante è che la masseria acquisisca un ruolo dentro questo brano di città, così come nella città nel suo complesso. In questi giorni ci concentreremo dunque su quella che sarà la funzione della masseria nell’ordinario: ci misureremo con le difficoltà della scrittura del progetto di gestione, e con l’opportunità di assegnarne la gestione non sulla base di decisioni occasionali ma dentro una visione di città. Saranno giornate che ci aiuteranno anche a fissare una politica della gestione dei beni pubblici in città, acquisire competenze e seminare ragionamenti e idee che resteranno nel patrimonio di conoscenza della città. Con il laboratorio, dunque, definiremo l’identità di Masseria Tagliatelle. Un lavoro che sarà la base del futuro percorso di assegnazione della masseria, che sarà un momento successivo, caratterizzato anch'esso da un percorso pubblico competitivo e trasparente".

"Ci sono tre parole che ci guideranno in questo laboratorio: fiducia, futuro e felicità", ha sottolineato Ledo Prato. "Sono tre parole che lungo i tempi che attraversiamo hanno cambiato il significato. Chi dovrà condividere il futuro della masseria dovrà avere fiducia verso le persone costruiranno questo progetto e verso le istituzioni che sono chiamate ad assicurare che il progetto abbia un esito positivo. Noi qui dobbiamo ragionare al futuro partendo però dalle caratteristiche del presente di questo luogo. E dobbiamo sforzarci di cercare una felicità che va oltre gli aspetti fisici, materiali, scegliendo di sulla coscienza e la consapevolezza di sé e degli altri. Io penso che noi dobbiamo costruire attraverso i laboratori un nostro vocabolario, attraverso le parole che useremo faremo in modo che questo vocabolario diventi il nostro vissuto. Perché il linguaggio può diventare la nostra dimensione costitutiva può dare un senso e un carattere a noi stessi e al nostro progetto".

Dopo la plenaria i partecipanti hanno prima visitato le sale e gli spazi esterni di Masseria Tagliatelle e il Parco urbano delle ex cave di Marco Vito, disegnato da Alvaro Siza, e poi si sono presentati brevemente raccontando la propria esperienza e le motivazioni della propria candidatura. Nel corso del pomeriggio il laboratorio ha ospitato invece l'architetto Corrado Cazzato, direttore dei lavori di recupero dell'immobile. Una ricca giornata per far conoscere tra di loro i partecipanti e individuare, insieme agli esperti esterni, il miglior modo per sviluppare il percorso e per lavorare insieme.