aggiornato il 16 Jul 2018 alle 9:28 AM
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LA GENTE PER BENE DI FRANCESCO DEZIO

 

Martedì 17 aprile (ore 19 - ingresso libero) le Officine Culturali Ergot di Lecce, ospitano la presentazione de "La gente per bene", nuovo romanzo di Francesco Dezio (TerraRossa Edizioni). Con rabbia e ironia il narratore racconta il trascinarsi delle ore e dei giorni da disoccupato o come dipendente alle prese coi meccanismi insensati e truffaldini dell’imprenditoria, in una provincia specchio della nazione e sempre più abbandonata a se stessa. “È come se avessi voluto raccontare la storia di un paese. Non mi riferisco solo al mio microcosmo, ma a tutta l’Italia", sottolinea Dezio. "Racconto la storia familiare del protagonista che è emblematica per arrivare a una serie di esperienze lavorative nel campo della piccola imprenditoria. Con una constatazione: il lavoro, a furia di essere frammentato, si è dissolto, e ciò porta a una disoccupazione stagnante da cui non si esce. Le cause sono ovviamente politiche e il romanzo ha una chiave di lettura fortemente sociale, che racconta queste disuguaglianze”. Un romanzo in cui c’è amarezza sulla situazione lavorativa del nostro paese. “Sicuramente ho cercato di dosare quest’ingrediente, aggiungendo il mio stile che è fortemente sarcastico", prosegue. "Credo di aver scritto una satira sul mondo del lavoro partendo proprio da questa amarezza che genera rabbia e disperazione. Ho fatto mia la citazione che c’è all’inizio del libro che viene da una canzone dei Nirvana, “Scentless apprentice”, dall’album “In Utero”, che dice “Non mi puoi licenziare perché mi sono già arreso”. È un po’ la filosofia del libro e la risposta che si dà al mondo del lavoro, come dire “adesso mi soffermo e vediamo voi cosa fate”. Dezio è anche l'autore delle copertine della nuova casa editrice TerraRossa. "È un’ulteriore chiave di lettura metaletteraria, è come se il protagonista, che anche nel racconto ha la passione per il disegno e la pittura, si sia messo al computer e abbia compiuto quell’operazione, illustrando antieroi e supereroi (c’è anche un personaggio con la maglietta di Superman). Non si capisce fino in fondo se sia stato lui o io a disegnarli. Nella copertina de “La gente per bene” c’è un divano-rebus che racconta l’epopea di un grande imprenditore del nord-est, che ha vissuto un momento di grande entusiasmo. E sul divano ci sono seduti i personaggi, con tutti i loro stereotipi, il matrimonio prima di tutto, l’amore per la famiglia, il disoccupato, questa è la tensione con cui ho voluto illustrare questo libro. È un lavoro complesso, e la copertina non avrei potuto che disegnarla io, fa parte del racconto".

"Fine del lavoro, disoccupazione endemica, polverizzazione sociale, illusioni perdute, vite spezzate, famiglie implose, irruzione ipertecnologica e strutture famigliari e sociali arcaiche", sottolinea lo scrittore Antonio Moresco nella quarta di copertina. "Un romanzo scomodo, dalla forma libera e aperta, che fa ridere e riempie di desolazione, scatenato e beffardo, picaresco e incazzato, disperato e vitale, realistico e allucinato, perché bisogna attingere anche alla verità dell’allucinazione per poter descrivere una realtà simile a un’allucinazione. Una lingua in presa diretta, che ci fa vedere e toccare con l’effetto-presenza della letteratura cosa sta succedendo e bollendo nella pancia del nostro Paese e del nostro Sud, un libro che dovrebbe essere letto da tutte le persone che ne hanno a cuore le sorti".