Nuovo appuntamento allo spazio d’enghien a Galatina dove è in corso la mostra collettiva “Sostareasud”. Domenica 13 giugno alle ore 19.00 (ingresso libero) il nuovo spazio di Arte Cultura Contemporanea, ospita il concerto SONU 2 di Vito De Lorenzi e Giorgia Santoro.
Un incontro tra culture lontane nel quale la ricerca di sonorità diverse si esprime attraverso il fascino delle percussioni a membrana, dell’es raj, del santur, dei flauti e dei carillon. E’ un percorso che affonda le sue radici nella musica popolare con l’intento di mescolare i suoni dei sud del mondo in una performance che attraversa momenti di rarefazione e momenti di forte intensità sonora dovuta all’utilizzo contemporaneo di più strumenti.I set utilizzati ed i brani eseguiti sono originali e l’esecuzione si basa sull’incontro tra il suono puro degli strumenti acustici e le sonorità evocate attraverso l’utilizzo di supporti elettronici, una fusione che rende lo spettacolo assolutamente unico.Il progetto è concepito secondo un’idea di incontro che apre lo spettacolo ad ogni forma di collaborazione.I MUSICISTIVito De Lorenzi: cimbali, membrane e corde;Giorgia Santoro: flauto, bansuri, flauto basso, effects. Lo Spazio d'Enghien Arte e Cultura Contemporanea è uno spazio trasversale e mutevole che corre con i tempi e con gli accadimenti e si apre al dialogo e all’interazione tra le arti. La direzione artistica è di Anna Cirignola. La mostra “Sostareasud” (chiusura 21 giugno), curata da Marinilde Giannandrea e organizzata dall’ Associazione culturale Picasso, presenta cinque gli artisti che vivono e operano nel Salento, Corrima, Rosamaria Francavilla, Romano Sambati, Fernando Schiavano, Carlo Michele Schirinzi, appartenenti a storie e a generazioni eterogenee che costituiscono una geografia di voci, oscillante tra presente e futuro, che racconta la poetica di una di frontiera con risultati sorprendenti per capacità evocative e innovatrici, con modi, forme ed esperienze diverse, sempre lontane dalla dimensione di stereotipo, oleografia, luogo comune. La mostra sceglie dunque di considerare l’opera all’interno del suo contesto geografico, antropologico e sociale, nel ruolo che essa assume là dove nasce e nelle possibili connessioni con la nostra sensibilità e le nostre abitudini di pensiero in una comunicazione più diretta e autentica con il pubblico.









