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Home Cronaca RICHIESTE ESTORSIVE AI DANNI DI UN COMMERCIANTE CON "L'AIUTO" DI ESPONENTI SCU: QUATTRO ARRESTI DEI CARABINIERI A NARDO'

RICHIESTE ESTORSIVE AI DANNI DI UN COMMERCIANTE CON "L'AIUTO" DI ESPONENTI SCU: QUATTRO ARRESTI DEI CARABINIERI A NARDO'

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All'alba di oggi i carabinieri della Compagnia di di Gallipoli hanno portato a termine una operazione finalizzata al contrasto del fenomeno delle estorsioni nel territorio di Nardò. A conclusione di una tanto articolata quanto impegnativa attività, iniziata nel dicembre 2009, conclusasi nei primi giorni di marzo 2010 e posta in essere dai militari della Stazione Nardò, coordinati dal Comando Compagnia, il gip presso il Tribunale di Lecce, Andrea Lisi, su richiesta del pm Guglielmo Cataldi della Procura della Repubblica di Lecce, ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone accusate di tentata estorsione in concorso aggravata, per le modalità mafiose con cui è stata posta in essere. Agli arresti sono finit Salvatore Alligri, nato a Nardò, classe 1964, sottoposto al regime degli arresti domiciliari; Antonio Duma, nato a Nardò, classe 1961 sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, già condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso, tradotto presso la Casa circondariale di Lecce; Roberto Longo, nato a Nardò, classe 1967, libero vigilato, già condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso, tradotto presso la Casa circondariale di Lecce; Salvatore Maceri, nato a Nardò, classe 1965, già condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso, tradotto presso la Casa circondariale di Lecce. I provvedimenti sono stati eseguiti da oltre 40 Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Gallipoli, coadiuvati dal 6° Elinucleo di Bari, nonché dal Nucleo Cinofili di Modugno.

L’attività di indagine è stata avviata dal Comando Compagnia Carabinieri di Gallipoli in stretta collaborazione con i militari della Stazione di Nardò, a seguito di una iniziale denuncia, formalizzata nel dicembre scorso, presentata da un noto commerciante di Nardò.  Nella stessa querela emergeva che il citato imprenditore, attivo nel settore agroalimentare, a seguito di notori fatti di crisi economica generalizzata al territorio nazionale, si trovava costretto, nei primi mesi del 2009, a cedere la propria società ad altri imprenditori operanti nel settore. Tale cessione, secondo quanto stabilito anche dal contratto di cessione, prevedeva, da parte del denunciante, il trasferimento in capo ai nuovi proprietari sia dei debiti che i crediti della predetta azienda. L’imprenditore neretino però, nonostante la cessione della propria società e la relativa sua estraneità a tutti i rapporti obbligatori con i precedenti creditori e debitori, veniva comunque contattato da Alligri, rappresentante di una società brindisina, creditrice e grossista della precedente azienda agroalimentare, il quale invitava il denunciante stesso, per una questione di incolumità personale, ad estinguere comunque il debito contratto in precedenza, facendo leva sul fatto che la società brindisina era di fatto, secondo lui, gestita da persone poco raccomandabili e ritenute vicine ad ambienti di criminalità organizzata locale. In ragione delle continue richieste di pagamento avute, reiterate in più circostanze di tempo e di luogo e sempre accompagnate da chiari riferimenti alla pericolosità sociale dei soggetti criminali brindisini, il coommerciante sottoscriveva svariati effetti cambiali con scadenza mensili, da trecento euro cadauno, con l’intendimento di saldare il debito seppur non legittimo. Pagati però solo i primi due e considerata la sua impossibilità al pagamento di ulteriori mensilità, per sopraggiunte nuove difficoltà economiche, il denunciante si rifiutava di continuare nella retribuzione di altri effetti cambiari. A distanza di qualche giorno dalla sua insolvenza, l’imprenditore denunciante veniva avvicinato a quel punto da Antonio Duma, conosciuto dalla vittima per i sui trascorsi giudiziari. In questa circostanza, lo stesso Duma informava il denunciante di essere stato incaricato dalla ditta brindisina per la riscossione del debito residuo che il denunciante aveva nei loro confronti. Nonostante tale incontro, a causa di una ulteriore non disponibilità economica dell’imprenditore, anche le pressioni del citato sorvegliato speciale non sortivano alcun effetto. Di seguito, pertanto, il denunciante veniva ancora convocato da Roberto Longo, il quale reiterava il “consiglio” di aderire alle richieste di pagamento dei rappresentanti della ditta brindisina. Trascorso un altro brevissimo periodo di tempo senza alcun avvenuto pagamento, il denunciante veniva nuovamente contattato da Alligri ed indotto da questi a incontrare il titolare della ex ditta creditrice. All’incontro, però, partecipava anche Antonio Duma. La presenza di tale soggetto intimoriva a tal punto il denunciante che, pur di evitare eventuali possibili ritorsioni, prometteva nuovamente il pagamento delle cambiali emesse in precedenza. A seguito però di ulteriori inadempienze del denunciante nel pagamento del debito, i rappresentanti della ditta brindisina si rivolgevano, per la reiterazione e continuazione nell’intento intimidatorio Salvatore Maceri, altro personaggio di spicco della malavita locale, anch’esso già condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso. Maceri, ottenuto un incontro con il denunciante, lo portava a conoscenza di essere al corrente dei suoi rapporti con la ditta brindisina ed aggiungeva di essere stato incaricato dagli stessi per risolvere il problema una volta per tutte. L’azione intimidatrice di Maceri, era sin da subito decisa ed incisiva, estrinsecandosi, dopo qualche giorno, in uno schiaffo violento al volto dello stesso denunciante come risposta alla reiterazione nell’omissione di pagamento. A quel punto il denunciante riusciva a divincolarsi recandosi, ancora una volta, presso il comando Stazione di Nardò, dove integrava la denuncia presentata in precedenza. La vicenda è stata sin dall’inizio attentamente monitorata dai carabinieri in tutta la sua evoluzione, con un’intesa attività di indagine confortata e rafforzata da intercettazioni telefoniche, servizi di appostamenti e pedinamenti, registrazioni video e riproduzione fotografiche, nonché dall’attento e minuzioso studio di tabulati telefonici acquisiti, per migliaia di pagine, che hanno poi portato ad accertare collegamenti tra tutti i partecipanti agli episodi descritti.

  
  

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Marzo 2010 07:39  

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