Intervento del presidente della Provcinia di Lecce, Anntonio Gabellone sul caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani: "Un volto di donna, due occhi che sembrano puntare diritti nei nostri e c’interrogano sul destino di una creatura umana trascinata in un oscuro vortice di paura e di morte. Due occhi fermi, un volto che chiede non solo di essere ricordato, ma anche d’essere difeso non tanto dalle accuse che i tribunali iraniani muovono a Sakineh Mohammadi Ashtiani quanto dall’orrore di una tortura morale tremenda non meno di quella fisica. La minaccia di morte sospesa sul capo di questa donna è, per la nostra cultura e per la nostra sensibilità, intollerabile. Nella donna le nostre tradizioni ci hanno insegnato a vedere quanto la vita ha di gentile e di delicato, ma anche di saggio e forte; ci ha educati a vedere in lei la madre che ama e protegge molto più della femmina travolta dalle passioni. Una comprensione profonda ci spinge oggi, pur tenendo conto dell’autonomia di un Paese straniero e delle sue leggi ispirate a valori diversi da quelli quotidianamente da noi professati, a riflettere sulla capacità che è data all’uomo non tanto di perdonare quanto di capire. Una condanna a morte non risolve - se tale è o lo si voglia considerare – un problema di pubblica moralità né costituisce un deterrente tanto efficace da funzionare come sicuro antidoto a quelle che potrebbero essere considerate deviazioni o deroghe rispetto al dettato della legge.









