on. Bellanova: “Sento come un preciso dovere quello di essere al fianco di questi 370 lavoratori nella battaglia per tenere in vita lo stabilimento di Lecce ed il reddito delle loro famiglie” Altre 370 famiglie salentine sull’orlo di un abisso, quello della perdita del lavoro.
È un momento delicato, quello che stanno vivendo i 370 lavoratori della British American Tobacco, e sento come un preciso dovere quello di essere al loro fianco nella battaglia per tenere in vita lo stabilimento di Lecce ed il reddito delle loro famiglie.
Già da tempo il profitto ha preso il sopravvento sul lavoro, la crisi poi ha fornito l’alibi perfetto.
Ma non sempre questo alibi può reggere.
In questo come in altri casi, si tratta di uno stabilimento con ottimi livelli di produttività, che si vuole chiudere solo per ridurre i costi ed incrementare i profitti, spostando la produzione verso paesi più economici. Un copione arci-noto che però è diventato, come il Salento già sa bene, assolutamente insostenibile.Occorre riflettere sullo scenario che una società orientata esclusivamente al profitto apre per il futuro. Se il profitto non genera occupazione uccide i consumi e, di conseguenza, il profitto stesso. Un vortice che sta mettendo a rischio le stesse basi della società moderna e che bisogna al più presto bloccare.Per questo motivo do tutta la mia solidarietà ed il mio appoggio a questi 370 lavoratori, ed alle loro famiglie. La loro battaglia non è soltanto, a mio avviso, quella di un territorio, il Salento, che ha già pagato un prezzo altissimo sul piano occupazionale, ma della società intera, per la quale si prospettano scenari futuri quantomeno inquietanti. Tutto ciò mentre, da ben quattro mesi, navighiamo allegramente, nell’oceano della crisi economica internazionale, senza un Ministro per lo Sviluppo Economico al timone.L’appello che rivolgo a tutte le Istituzioni, locali e nazionali, è di farsi carico di questa vicenda, che coinvolge direttamente il nostro Salento ma che riguarda l’intero paese, essendo quello di Lecce l’ultimo di 21 stabilimenti della manifattura italiana ancora aperto.









