Si sono svolti nel pomeriggio di oggi in quel di Galatina i funerali di Pietro Antonio Colazzo, il funzionario dell'Aife, l'Agenzia di informazioni e sicurezza, ucciso venerdì scorso a Kabul. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, è arrivato nella chiesa di San Pietro e Paolo a Galatina dove pochi minuti dopo sono cominciati i funerali solenni dell’eroe salentino perito sotto la raffica dei mitra dei terroristi afghani. Alla cerimonia hanno partecipato anche il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, e il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano. Nella chiesa in prima fila si è seduta la sorella di Colazzo, Stefania, insieme con i figli, altri parenti e amici. La bara, avvolta nel tricolore, è stata circondata da un picchetto interforze. Presenti anche il direttore del Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza, Giovanni De Gennaro, e il direttore dell'Agenzia per le informazioni e la sicurezza, generale Adriano Santini. Folta rappresentanza dei sindaci dei Comuni salentini con i gonfaloni e autorità civili e militari, oltre a scuole e associazioni. La cerimonia è stata concelebrata dall'arcivescovo ordinario militare per l'Italia, monsignor Vincenzo Pelvi, e dall'arcivescovo d'Otranto, monsignor Donato Negro. Chiesa gremita e sul sagrato raccolti centinaia di cittadini che hanno seguito la funzione attraverso altoparlanti esterni. Nella mattinata di oggi era stata aperta la camera ardente ed il feretro è stato vegliato dalla sorella Stefania e da altri parenti e amici. A rendere omaggio a Colazzo si sono susseguite, fino alla celebrazione del rito funebre, le visiti dei compagni di scuola e degli amici del funzionario. A rendere omaggio al feretro anche una scolaresca di bambini del primo circolo didattico che i maestri hanno voluto accompagnare in chiesa per mostrare loro l'importanza e il ruolo di Colazzo. La bara è stata posta al centro della navata coperta da un drappo tricolore. La prima corona di fiori ad essere deposta è stata quella inviata dalla presidenza del Consiglio seguita subito dopo da quella del ministero della Difesa. Sulla bara era posata anche una foto di Colazzo e accanto sono state esposte altre fotografie dello 007 ucciso. Applausi e commozione hanno accompagnato l’eroe salentino nella sua ultima “missione”.
