aggiornato il 21 Sep 2017 alle 4:09 PM
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Xylella continua ad avanzare, Ciracì interroga il Governo: «Cosa s’intende fare per arrestare questa strage di ulivi?».

 Sanzioni comunitarie in vista

 L’Italia non è stata capace, finora, di arrestare l’avanzata impetuosa della Xylella Fastidiosa, il batterio killer degli ulivi che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura del Mezzogiorno d’Italia. L’Unione europea, in un recente parere motivato, ha ribadito il concetto e concesso due mesi prima di deferire il suo Stato membro alla Corte di Giustizia, con il conseguente rischio di pesanti sanzioni. L’On. Nicola Ciracì (Direzione Italia) ha per questo motivo depositato un’interrogazione parlamentare con la quale pretende spiegazioni dal Governo circa le iniziative urgenti da adottare nel prossimo bimestre al fine non solo di scongiurare la procedura d’infrazione, ma anche la definitiva “morte” dell’olivicoltura pugliese. Inoltre, il deputato chiede al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, oltre che al presidente del Consiglio dei ministri, quali ulteriori misure l’esecutivo intenda mettere in campo a sostegno delle imprese e degli enti locali colpiti dalla Xylella (10 milioni di piante infette e raggio d’azione avanzato di 100 chilometri dal momento della prima diagnosi).

«Ormai è giudizio comune a livello europeo – commenta Ciracì – che i Governi Renzi e Gentiloni siano stati del tutto incapaci di far fronte a questa fitopatologia e ne abbiano, anzi, causato il propagarsi, con la complicità della Regione Puglia. Credo sia purtroppo inevitabile – conclude – in nostro deferimento alla Corte di Giustizia, a testimonianza dell’indifferenza del ministro Martina, il quale ha abbandonato il Sud al suo triste destino».