Col riconoscimento da parte dell’Unesco del borgo antico di Otranto quale patrimonio dell’umanità, oggi è diventato vitale accelerare l’iter per dotare la città sia del porto turistico che della riqualificazione interna del bacino.
Attendere oltre che la Regione rilasci i dovuti permessi per poter cantierizzare i progetti presentati, sarebbe per Otranto un gravissimo danno per l’intera economia salentina.
La Sovraintendenza, che ha di fatto negato ogni possibilità di infrastrutturazione, non può bloccare la conversione turistica di Otranto e dell’intero territorio; più che essere un organismo di “solo veto”, dovrebbe invece suggerire e consigliare soluzioni per migliorare le progettualità, al fine di evitare che si producano violenze per la salvaguardia del territorio, al quale tutti teniamo (vedi il progetto di riqualificazione urbanistica del Comune).
Non intercettare i flussi crocieristici mondiali, che col riconoscimento dell’Unesco il Salento potrà beneficiare, per mancanza delle infrastrutture interportuali, è un danno per lo sviluppo futuro della imprenditoria salentina.
Tutte le forze politiche e amministrative salentine, indipendentemente dal loro colore politico, devono adesso fare quadrato per il riscatto dell’intero territorio.
Carlo Taurino presidente












