I cassonetti del centro traboccano di immondizia, le periferie sono sempre più abbandonate e le marine sono state ormai trasformate in vere e proprie discariche a cielo aperto.Questo è il biglietto da visita con cui Lecce, città d’arte e di cultura, si presenta alle migliaia di turisti che in questo periodo affollano la città. Il nostro prezioso barocco viene sfregiato col pattume.È un danno d’immagine incalcolabile per la nostra città, un prezzo altissimo da pagare per un territorio che fa della vocazione turistica il cardine della propria economia. Mentre questo accade, invece, a Palazzo ci si occupa solo di rimpasti di Giunta. Sono ormai 430 i giorni di attesa per un governo della città.
Il Sindaco è messo sotto scacco dalle lotte intestine e dalla balcanizzazione della sua maggioranza. Oggi è costretto a rimangiarsi anche l’ultimo ottimistico annuncio, in cui sosteneva che il rimpasto fosse ormai solo una questione di ore.Perrone è letteralmente preso in ostaggio da un arcipelago di gruppi e gruppetti, frutto della polverizzazione della maggioranza che era stata votata dai leccesi.Capi e capetti che ormai, a briglia sciolta, rivendicano la propria fetta di potere, sono loro le autentiche “mine vaganti” che oggi si aggirano per una città, il cui splendore resta tristemente vittima dell’assoluta incuranza dei suoi affamati amministratori.Quello che chiediamo al Sindaco è di occuparsi più della città e meno di rimpasti. A tutte le Istituzioni competenti, invece, noi del centrosinistra chiediamo di attivare tutti gli strumenti disponibili e di fare tutto ciò che è nelle loro possibilità per restituire a Lecce il suo magnifico volto.








